Scrivilo sui muri
I graffiti della discordia

di Tania Sabatino

 Si chiamano writers e sono amati ed odiati dalla collettività perché secondo alcuni imbrattano muri, convogli e tutto ciò che arrivi a tiro dello spruzzo della loro bomboletta spray. Per questo li considerano dei vandali da bandire. 

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Alessio Vallefuoco, in arte Alex Shot,

l termine giusto per definirli però è graffiti writers e non tutti sanno, ad esempio, che esiste un preciso codice deontologico che vieta tassativamente di deturpare i monumenti. Pena: l’essere considerati dei reietti dalla comunità degli street artist.
Alcuni di loro, i più giovani solitamente, imprimono la loro firma stilizzata sui grandi giganti che viaggiano su ferro e gomma . Un modo per uscire da un orizzonte che sta loro stretto, perché quei vagoni attraverseranno il mondo ed andranno in posti che forse quei ragazzi non avranno mai la possibilità di conoscere.
“Un fenomeno che segnala un desiderio di identità o di possesso territoriale…” secondo gli studiosi. In questo modo infatti, il loro segno distintivo, legato a doppio filo con il loro senso d’identità, arriverà ovunque raggiungendo una sorta di immortalità. A volte poi, capita che questi artisti da strada vengano contattati dai rappresentanti istituzionali per portare un tocco di colore e speranza, un nuovo orizzonte, sui muri sporchi ed ingrigiti di una periferia agli estremi margini. Altre volte i negozianti li contattano per far “istoriare” la saracinesca dei propri negozi.

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L’assessore Lucia Murro

Con i loro disegni, secondo gli addetti ai lavori, esprimono la ribellione verso il sistema culturale dominante, verso un ordine che percepiscono come soffocante ed iniquo e, a livello più individualistico, tentano di reagire ad un senso dilagante di vuoto, solitudine, noia… Non a caso, il graffitismo nasce alle fine degli anni ’60 nei quartieri più degradati di grandi città come Philadelphia, Stati Uniti, per poi spingersi a New York e, in seguito, in tutto il mondo.
Forse volevano reagire a questo senso di vuoto e sfidare il sistema anche i ragazzi che a Casoria hanno inciso scritte volgari proprio sul muro di fronte ad una scuola elementare, generando un vespaio di polemiche ed indignazione generale, ma anche ingegnose controproposte provocatorie, come quella lanciata dall’assessore Lucia Marro, un kamasutra sui muri di Casoria.

Una cosa è certa: nelle forme stilizzate e nei disegni dei writers c’è il loro modo di vedere la società, com’è o come dovrebbe essere, la rabbia, condita di strafottenza quando esonda e rompe gli argini, ma anche il desiderio di riscatto, la voglia di esprimersi e di “salvarsi”.
A farci conoscere meglio questo mondo è Alessio Vallefuoco, in arte Alex Shot, street artist di Afragola contattato per cambiare segno alla storiaccia made in Casoria, che ha creato uno squarcio nel senso etico comune. Obiettivo della “call”: trasformare l’accaduto in un’occasione di espressione artistica.
“Quello che è successo a Casoria – sottolinea Alex – lo prendo solo come uno sfogo da parte di ragazzini che hanno voluto esprimere qualcosa tramite l’arte del graffiti, anche perché mi è stato detto che era stato fatto per una delusione amorosa, ma questa è un altra storia. Se vogliono dipingere ,darò loro la possibilità di farlo con me come tramite. A tal proposito ho parlato col sindaco Carfora di Casoria per un progetto incentrato sulla pulizia di alcune aree della città. In questo modo, verrà data a chiunque voglia fare arte la possibilità di esprimersi”.

32340_371554936256647_1953823885_nQuel che è certo è che, secondo quanto ribadisce lo street artist, ci dev’essere “rispetto” tra di noi, tra chi è alle prime armi a chi si è fatto in quattro per diventare ciò che è oggi. I writers, secondo quanto spiega Shot, si distinguono in due grandi macrocategorie: chi fa lettere (pezzi) e chi fa figurativi (puppet).
Le lettere non sono altro che la modifica stilizzata più volte della propria firma ( chiamata tag), che è propria e caratterizza ciascun writer. I figurativi sono disegni che nascono da una qualsiasi forma… L’input può essere il fumetto, le immagini fotografiche e così via.
“Il significato specifico – continua Alex – lo si può dare quando si effettuano lavori su commissione per esempio, quando più writers si riuniscono, organizzando dei lavori a tema di qualsiasi genere. Ciò che è ciò che la gente mi trasmette a livello di emozioni quando osserva ciò che dipingo: i loro sorrisi. Nei miei svariati dipinti, sono riuscito a esprimere felicità, passione e qualche volta c’è scappata anche qualche lacrima”.

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Istruzioni per l’uso

Ogni strada, anche la più ardua e destinata a grandi onori, comincia con un piccolo passo e tanta determinazione. Secondo il sito wiki how : l’inizio è un quaderno, necessario a fare schizzi, in cui provare e riprovare.
Poi è necessario trovare un nome distintivo e non banale. E’ quello il segno della propria identità, che accompagnerà il neowriter nel suo percorso di crescita espressiva.Chiave di volta: ispirarsi al proprio vissuto e “sentire” l’anima e lo spirito del proprio ambiente metropolitano, vera fonte di ispirazione. Piccoli passi, ma necessari, per crescere e far evolvere il proprio stile.
Solo alla fine si arriverà al wildstyle e ai murales, dopo settimane o mesi di pratica e schizzi. Altra tappa nevralgica: incontrare altri artisti del proprio livello o di uno maggiore. In questo modo, infatti, è possibile imparare dai più esperti e aiutare i propri pari.

 

 

 

 

 

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