di Giovanni Pasàn
Ai mancini, dicono, mancherebbe un gene che determina la localizzazione del linguaggio nell’emisfero cerebrale sinistro e la dominanza manuale destra. Questo gene è stato chiamato “Right shift”, il gene dello spostamento a destra.
E secondo una tesi non so quanto attendibile, sono allora più creativi, fantasiosi, imprevedibili. Più geniali. Ed anche più bravi a letto. Oggi è la loro festa, in tutto il mondo si festeggerà la Giornata Internazionale dei mancini. Un moto d’orgoglio, proclamato per la prima volta nel 1976 dalla Lefthanders International da chi, obiettivamente, vive tutto al contrario…. Testimonial della vita mancina sono Michelangelo e Leonardo, Einstein e Mozart, Carlo Magno e Napoleone.
Mancino deriva dal latino mancus, cioè debole, imperfetto. In inglese right significa destra, ma anche giusto. In francese gauche, cioè mancino, vuole anche dire sgraziato. In spagnolo l’espressione no ser zurdo si usa per “essere intelligente”, ma il senso letterario sarebbe “non essere mancino”. In italiano, per raccontare un inganno, un imbroglio si dice “un tiro mancino”. Nella tradizione ebraica e cristiana la mano sinistra è connessa al demonio; per i musulmani è peccato mangiare o lavarsi con la mano sinistra, considerata impura. La sinistra è la mano del diavolo.
Ma anche la scienza non è stata da meno: in passato il mancinismo era considerato una devianza. Negli anni Venti fu associato alla demenza e negli anni Quaranta fu messo in relazione con la dislessia. Solo a partire dagli anni Settanta il mancinismo in Occidente è stato considerato come una caratteristica individuale e si è smesso di imporre l’uso della mano destra. Nei paesi musulmani, inoltre, il lavarsi ed il mangiare sono da effettuare con la mano destra, tutto il resto con la mano sinistra, considerata impura.
Chissà, forse per questo in politica, spesso primeggia. Molto di più rispetto a quel 10-12 per cento che i mancini sono rispetto alla popolazione. Solo qualche nome: Il primo ministro irlandese, Brian Cowen (ex primo ministro irlandese così come il suo predecessore Bertie Ahern ); il primo ministro inglese David Cameron, così come lo è il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
Mancini sono l’ex Presidente del Messico Felipe Calderon e il primo ministro di Singapore Lee Hsien Loong. Mancino è il presidente degli Stati Uniti Barack Obama (il bello è che se avessero vinto i repubblicani non sarebbe cambiato nulla perché mancino è anche John McCain) così come mancini sono stati prima di lui gli ex-presidenti degli Stati Uniti Bill Clinton, George Bush senior, Ronald Reagan e John F. Kennedy. Mancino è Fidel Alejandro Castro Ruz, cioè Fidel Castro e mancini erano anche Napoleone Bonaparte, Alessandro Magno e Giulio Cesare.
Mancini, la mano sinistra, la mano del diavolo. Eppure fra tanti uomini che hanno fatto la storia, ci volle un piccolo argentino, con una volgare scugnizzata, per cancellare secoli di pregiudizi. Era il 22 giugno del 1986, Inghilterra contro Argentina giusto quattro anni dopo il conflitto armato delle Falkland. Non era solo una partita dei mondiali di calcio, era il replay di una guerra. Diego Armando Maradona, mancino di piede e di testa, giocatore su cui si è scritto senza fine eppure sarebbe bastato un solo rigo, uno solo, quello di Edoardo Galeano per raccontarlo senza omettere nulla della sua incredibile vita “giocò, vinse, pisciò, fu sconfitto”, Maradona, dicevamo, realizzò due gol, il primo, a tradimento, di mano, la sinistra ovviamente. E fu così che la mano del diavolo, divenne la “mano de Dios”.
Il Lefthandedclub del pallone è pieno di grandi campioni, campionissimi. Basterebbe citare Messi, Sivori, Maradona, Gigi Riva, Rivellino, Puskas, Savicevic, Evaristo Beccalossi, Giacinto Facchetti, Roberto Carlos, Mario Corso, Rud Gullit, Michel Platini i primi che mi vengono in mente, per rendersi conto di che cosa stiamo parlando.
La vita mancina, inutile negarlo, è una vita “diversa”. Bottoni, chiusure lampo, pedali e marce delle auto, ferri da stiro, pulsanti per scattare una fotografia, forbici che non tagliano controverso, vivere usando la sinistra è spesso faticoso, una vera battaglia. Talmente faticoso che ormai fiorente è, anche on line, il mercato ad uso e consumo dei mancini. Dove puoi trovare di tutto: dal temperamatite, al portafoglio, apribottiglie, mouse sino alle auto e le moto con il cambio a sinistra.
E allora al motto di ”Celebrate your right to be left-handed”, a festeggiare saranno più di 700 milioni di persone. Qualche nome: Valentino Rossi e Claudio Amendola, una donna di certo creativa come Lady Gaga e divi di Hollywood come Robert Redford, Nicole Kidman, Tom Cruise, Robert De Niro, Julia Roberts.
Per i ricercatori dell’università di Bristol e dell’Imperial College di Londra che hanno seguito 12 mila bambini, dalla nascita ai 14 anni, i mancini sono svantaggiati, rispetto ai coetanei che usano la mano destra, all’inizio della scuola e nei risultati ottenuti ai test fra gli 11 e i 14 anni. Poi, però, comincia lenta, ma inesorabile la rimonta.
Secondo il National bureau of economic research statunitense, complice l’emisfero destro predominante (quello cioè dove risiederebbe la creatività, l’immaginazione, il senso dello spazio ecc) gli uomini che scrivono con la sinistra finiscono ad avere più successo ed a guadagnare di più rispetto ai destrimani: in media del 15 per cento. E grazie alla loro maggiore versatilità i mancini riuscirebbero più facilmente e meglio a memorizzare le cose, creare e parlare in pubblico. E, pare, anche a fare sesso.











