di Eduardo Palumbo
Sostituzione o rimpasto? Anzi, sostituzione o “puzzle” di governo? Sono cominciate le grandi manovre per rimpiazzare Lady Mogherini, nuova Lady Pesc. Tutto ruota intorno ad Alfano. Interni, Esteri e Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio: ballano tre poltrone. E poi c’è la Pubblica Istruzione.
Fiori rosa fiori di Pesc. E venne l’ora di Lady Mog. Per le stranezze di questa nostra politica ai tempi di Twitter l’Alto rappresentante per la politica estera Ue, continuerà ad essere una donna. Ed ora che Lady Mogherini è traslocata in Europa per rendere più incisiva l’azione della politica estera che di fatto non esiste si è liberato un posto al governo. In pratica dovremmo avere un nuovo ministro degli esteri. Operazione non d’ordinaria amministrazione, ma in fondo facile. Tanto più che da tempo c’è qualcuno in lista d’attesa, il vice-ministro degli esteri Lapo Pistelli. Sarebbe un passaggio semplice e, certamente, il meno traumatico per la poltrona più importante della diplomazia italiana. Sarebbe una sostituzione quasi logica oseremmo dire. Già…
La verità però è un’altra. Ci sono alcuni tasselli da spostare nel mosaico del governo Renzi, ma per favore non chiamatelo rimpasto, “i rimpasti li fanno le coalizioni governative deboli” e questa non lo è fanno sapere gli amici e gli amici degli amici del Premier. Ora si chiama “puzzle” di governo. Che poi il passo col governa che puzzla, rischia di essere breve…
Renzi, non si dice, ma sembra avere due esigenze: cambiare il ministro degli Interni (Alfano) e cambiare il sottosegretario alla presidenza del Consiglio (Del Rio). Due operazioni strategiche, per mille ed una ragione, di immagine e di praticità. Via la Mogherini, logicamente il tassello numero uno è la Farnesina. E si parte da Angelino Alfano. Renzi vuole convincerlo a lasciare la poltrona del Viminale. Operazione non riuscita al momento della formazione dell’esecutivo, a febbraio. Ma non vi riuscì. Ottenne solo la non conferma della carica di vicepremier. Adesso tornerà alla carica garantendo al leader di Ncd il ministero degli Esteri, cioè un posto di pari peso. Una mossa che consentirebbe a Renzi di prendere “due piccioni con una fava”. Perché il sostituto al ministero degli Interni sarebbe Graziano Del Rio con il quale da un po’ di tempo i rapporti non sono più idilliaci, anzi.
E poi c’è la questione Pubblica Istruzione, la querelle sulla riforma della Scuola, non è andata giù a Palazzo Chigi, e poi quel posto occupato da un partito (Scelta Civica) evaporato all’ultimo voto, sembra ai più uno spreco. Al posto di Stefania Giannini Renzi vorrebbe una donna del Pd per iscrivere al suo partito il cambiamento della Scuola “La scuola deve diventare un tema costitutivo del Pd”. Una battaglia firmata democrat.
E’ vero che il Quirinale preferirebbe una semplice sostituzione. Così non si aprirebbe nemmeno la discussione sull’eventuale nuovo voto di fiducia a un governo rimpastato. Lo spostamento di Alfano alla Farnesina e la sua sostituzione agli Interni con Graziano Del Ro sarebbe un normale avvicendamento interno alla stessa squadra di governo. Fare più di uno spostamento sarebbe diverso.
Agli Esteri, stando così le cose, il favorito rimane come detto Lapo Pistelli. Ma se Alfano strizza l’occhio, si rimescolano le carte. Ma che cosa deciderà Alfano? Secondo alcuni dopo aver portato a casa l’operazione Frontex Plus per la questione degli sbarchi, il ministro dell’Interno potrebbe essere tentato di lasciare una poltrona dai mille problemi e che sarà chiamata ad affrontare ancora l’emergenza immigrazione. In alternativa ci sono altre donne. Per Roberta Pinotti, ministro della Difesa, Marina Sereni, vicepresidente della Camera, o Elisabetta Belloni, oggi direttore del personale della Farnesina. I giochi sono aperti.










