di Eduardo Palumbo
“Cari ragazzi buon primo giorno. Oggi comincia l’anno de #labuonascuola. Partecipate anche voi su http://www.labuonascuola.gov.it”.
E così il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ha pensato bene di aprire l’anno scolastico su Twitter. Siamo sicuri che sia un buon insegnamento ai nostri alunni? Mah… Ormai le cose vanno così ed il ministro in topless continua a sorprendere. La scuola comincia per 7.862.470 studenti divisi in 365.255 classi con un incremento di 36.238 scolari rispetto allo scorso anno.
Nel primo giorno di scuola Renzi ha voluto il ritorno dei ministri del suo governo fra i banchi. Ed è ora ha pensato qualcuno… Il Premier se n’è andato in Sicilia nella scuola di don Pino Puglisi, ma questa volta invece di trovare i bambini che cantavano in suo onore la canzoncina, ha trovato la contestazione dei precari. Gli altri membri del governo in linea di massima hanno scelto di andare nelle scuole dove sono stati da bambini.
Per esempio Maria Elena Boschi è andata a Laterina, a casa sua praticamente, Roberta Pinotti a Genova, Graziano Delrio alla Primaria Matilde di Canossa di Reggio Emilia e così via. Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini è andata a inaugurare un birrificio artigianale nell’istituto Tenico Agrario Emilio Sereni di Roma, ma non è tanto per questo che oggi si parla di lei, quanto delle sue parole sulla nuova Maturità. Il ministro Giannini, infatti, ha annunciato. Proprio oggi, infatti, è stato dato il via alla consultazione online attraverso il sito Labuonascuola.gov.it, pronto ad accogliere le richieste e i suggerimenti di tutti, dai genitori e i ragazzi fino ai docenti e agli altri addetti ai lavori.
Comincia l’anno scolastico. Speranze e futuro. Ma non è sempre così. Soprattutto a Napoli dove fra i tanti record negativi della città c’è anche quello della dispersione scolastica che da decenni viene confermato dalle statistiche. Per molti la vetta è la scuola dell’obbligo, la terza media diventa un traguardo e non una piattaforma di lancio verso altri studi. Sono i cosiddetti “early school leavers” che in Italia superano quota centomila solo nella fascia tra i 18 e i 24 anni, pari al 17 per cento (per avere un’idea in Europa la media è del 10, a Napoli supera il 22). Cifre ancora più nere sono quelle fornite dal Censis e suffragate dagli interventi delle forze dell’ordine: 82 genitori denunciati dai carabinieri nel corso dell’ultimo anno solo tra il Vomero e Marianella (tutti tra i 30 e i 40 anni).
Margherita Musello, docente di Pedagogia della devianza e della marginalità nell’ateneo napoletano suor Orsola Benincasa ha recentemente dichiarato in una intervista: “Il triste paradosso è che Napoli è una della città con più giovani in Europa, ma al tempo stesso fa registrare i peggiori record, come quello della dispersione, che sebbene in flessione è comunque altissimo. Ma non è tutto: alto, ad esempio è il numero di ragazzine in età scolare che rimangono incinte e per questo lasciano il percorso scolastico, tanti sono ancora i trentenni padri di famiglia che non sanno leggere e scrivere… Chi lascia la scuola imbocca la strada della malavita? E questa la domanda che mi sento spesso fare. Ovviamente non tutti. Ma non si può nascondere che il passaggio dalla devianza alla delinquenza è frequente e rapido. Poi c’è il peso della città… Sa chiaro: se Napoli apparisse meno disastrata, se non mostrasse tutti i giorni quegli aspetti di degrado e d’inciviltà che la rendono spesso invivibile, molte cose potrebbero cambiare…”










