di Paolo Ariete
Rieccoli di nuovo, le mani sporche, gli schizzi di fango, un tatuaggio, un piercing, lo sguardo sveglio, furbo, incoraggiante. Sono armati di pale e di badili, giacche impermeabili e gambali, qualche straccio, alcuni secchi. Sono infaticabili, incredibili, nonostante tutto gioiosi, spalano , puliscono, l’eterno sorriso sulle labbra.
Sono i nuovi Angeli del fango, potrebbero essere i figli di quel grande sentimento che sboccio in quel triste novembre del 1966, la terribile alluvione, la furia dell’Arno, la città in ginocchio. Sono quei giovani che giunsero da tutte le parti, anche del mondo, per salvare vite umane, ma anche la storia, i pezzi di storia di quel grande meraviglioso mosaico che è Firenze.
E fu proprio in quei giorni che i giovani scoprirono di essere una forza, che se stavano tutti insieme erano una forza incontenibile , proprio come quel fiume che era straripato. Fu in quei giorni drammatici che i giovani capirono il loro ruolo, presero consapevolezza della loro “forza”, che era giunto il momento di fare qualcosa, nelle scuole, nelle università, fu anche allora che nacque quel sessantotto che finì col cambiare il mondo.
A Genova sono gli Angeli del fango 2.0, quelli “del fango sulle magliette”, una pagina Facebook che conta più di 27 mila “Mi piace”. Una pagina di servizio. Raccolgono le richieste di cittadini e commercianti; valutano grandezze dei magazzini, quantità di merce da portare o fango da spalare, e poi organizzano squadre ad hoc. Da Brignole alla Val Bisagno (il punto di ritrovo è piazzale Romagnosi). Ogni ragazzo deve venire “equipaggiato”. Altrimenti viene rimandato indietro. Tra i gruppi di cittadini autoconvocati sul web c’è anche Occupy Albaro, nato un anno fa per abbellire e ripulire la città.
Ogni volto è una storia, ognuno ha qualcosa da raccontare da spiegare. Ma c’è una cosa che li accomuna: tutti hanno la stessa forza, quella che avevano quei ragazzi di Firenze cinquanta anni fa: dare una mano, dare, soprattutto, una speranza. Fra di loro c’è anche un calciatore del Genoa, Luca Antonini che è sceso in strada a spalare insieme agli ragazzi. Un bel esempio.












