La sòla di Renzi a Della Valle
“Pagati la polizia allo stadio”

di Giovanni Pasàn

I più maligni sussurrano che la vendetta è arrivata a stretto giro di decreto. “Gli straordinari delle forze dell’ordine impegnate negli stadi devono essere pagati dalle società di calcio, non dai cittadini.” E’ inequivocabile il twitter di Renzi sul decreto per la legge contro la violenza negli stadi.

Naturalmente il decreto vale per tutto lo sport , il testo del decreto di Alfano indica la totalità degli eventi che innescano le misure del Gos (Gruppo Operativo per la sicurezza, un’estensione del Viminale) ma,  in pratica al 99 per cento, riguarda solo le partite di pallone. In poche parole, care società di calcio che vi contendete campioni e bidoni a suo di euro, pagatevi pure gli stadi sotto assedio, visto che ogni match grazie ai vostri tifosi si trasforma in una guerra. Il governo non ha una lira ed allora gli straordinari delle forze dell’ordine li pagate voi.

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L’abbraccio tra Renzi e Della Valle

Torniamo al retropensiero iniziale. Quello che si sussurra e non si dice. E che, naturalmente, non è il vero oggetto del decreto, ma che mette un gusto particolare all’iniziativa. “Caro Della Valle io sono una sòla ? Va bene per ora comincia ogni domenica a pagarti la polizia…”

E infatti il calcio, non a caso unico bersaglio del tweet di Renzi, non ci sta: a breve la serie A si riunirà in un’assemblea d’emergenza per decidere se passare dall’attuale stato d’agitazione allo sciopero. Le società di A, B e Legapro, seguono a ruota, pronte a fermare il pallone se non ci sarà almeno un confronto prima della ratifica in Parlamento. Minacce vere, quasi ad invocare una sorta di compensazione fiscale, il calcio spera che si possa almeno aprire una trattativa in proposito. Magari a tema Irap, la cui abolizione per i club era stata buttata lì in estate dal presidente della Juventus, Andrea Agnelli.

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Gli scontri di Roma prima di Napoli-Fiorentina

Che cosa ha deciso, in poche parole la Commissione affari costituzionali della Camera su proposta del Pd? L’onere dello straordinario degli agenti in servizio (polizia e carabinieri) negli stadi spetta ai club, in poche parole una quota di circa 25 milioni l’anno da intercettare al botteghino (dall’1 al 3 per cento degli incassi) dopo che si è deciso di depennare dal testo il prelievo coatto su sulla totalità delle entrate, diritti tivù compresi.

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Scontro tra i tifosi prima di Napoli -Fiorentina

Inutile dirlo che il mondo del calcio è in subbuglio, inutile dire che non ci sta. Il ragionamento è semplice: i club si occuperanno di pagare per la sicurezza dentro e fuori lo stadio, però altri continueranno a decidere se, dove e a quanti poliziotti far fare lo straordinario. Una cosa strampalata. E ancora. Ma si può aggiungere ancora un balzello alla serie A giù contribuente dell’Erario per quasi un miliardo sui soli diritti televisivi? E sulla sicurezza “già siamo alle prese con la gestione degli steward che c’entriamo noi con la sicurezza fuori dagli impianti? Non dovrebbe essere già contemplata nelle tasse?” Il  ragionamento che fanno le società è semplice e dal loro punto di vista lineare.

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Gli ultras del Catania

Carlo Tavecchio, neopresidente della Figc vuole aprire un tavolo di confronto. “Occorre subito un confronto per evitare inutili demagogie”.  Dal canto suo il presidente della Lega di A, Maurizio Beretta, non è da meno, anzi. “Sono molto preoccupato da questo eventuale provvedimento. Necessita chiarezza e subito un confronto col governo.” E non si è defilato neanche il presidente del Coni, Giovanni Malagò.  “Capisco le società di calcio. Se hai un bilancio e ti dicono dalla sera alla mattina che c’è una spesa supplementare, che peraltro ancora non ho capito come si quantifica, questo non va bene”. Anche perché il Coni, che sul calcio aveva programmato dei sostanziosi tagli (circa 20 milioni sui 62 di fondi irrogati l’anno scorso), in caso di conversione in legge del decreto Alfano si troverebbe in gravissime difficoltà con l’annunciata spending review .

 

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