“Sblocca casa”, parte l’operazione mattone

di Eduardo Palumbo 

Un mercato paralizzato. Ingessato. Il grande flop del mattone. Ormai la casa non viene considerato più un buon investimento. Case svalutate, tasse aumentate. La peggiore crisi degli ultimi trenta anni. Con lo “Sblocca Italia” arrivano i primi flebili provvedimenti. Basteranno?

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Dal 2007 al 2013, sono dimezzate,  le vendite nel mercato immobiliare italiano. Il Censis dopo un decennio ad alti livelli, quello dal 1997 al 2007,  ha rilevato una massiccia flessione che ha portato dalle 807 mila compravendite di case nel 2007, alle 403 mila del 2013.  L’istituto di ricerca prevede una ripresa a partire dal 2015, con il 2014 che si concluderà come anno di transizione durante il quale si registrerà un’inversione di marcia.

Ma oltre alla crisi e al crollo della domanda abitativa, dovuto in parte alla stretta creditizia praticata in questi ultimi anni dagli istituti di credito, secondo la Cgia, il valore economico delle case ha subito un forte calo anche a seguito del deciso aumento della tassazione. Fino a qualche anno fa l’acquisto di una abitazione o di un immobile strumentale costituiva un investimento. Ora, chi possiede una casa o un capannone sta vivendo un incubo. Tra Imu, Tasi e Tari gli immobili sono sottoposti ad un carico fiscale ormai insopportabile. Tra il 2010 e il 2014  è stato registrato un incremento spaventoso del prelievo fiscale sulle abitazioni e, parallelamente, a una drastica riduzione del valore di mercato delle stesse. Due fenomeni di segno opposto che hanno contribuito allo stallo, alla paralisi del mercato ”.

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Insomma la crisi del mercato immobiliare appare irreversibile se non si corre subito ai ripari. E proprio per cercare una prima risposta a questa grande crisi il governo ha approvato una serie di incentivi con il cosiddetto “Sblocca Italia”.  E’ stata introdotta, ad esempio,  un’agevolazione fiscale a favore di chi compra un appartamento da un’impresa di costruzione, a condizione che si impegni a locarlo per almeno otto anni e che il canone di locazione non sia superiore a quello “concordato” determinato per legge. In questi caso, si acquista il diritto ad una deduzione Irpef  da spalmare su otto anni e pari al 20 per cento del prezzo pagato per l’acquisto, comunque con un tetto massimo di prezzo pari a 300.000 euro.

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Le condizioni al ricorrere delle quali si può usufruire di tale beneficio sono le seguenti: l’acquirente deve essere una persona fisica, la casa deve essere di nuova costruzione e rientrare nelle classi di prestazione energetica “A” o “B” e l’atto di compravendita deve perfezionarsi nel periodo che va dal 1° gennaio 2014 alla fine del 2017. Parallelamente un analogo incentivo è stato esteso a chi investe per costruire una casa su terreni già di sua proprietà avvalendosi di imprese specializzate: anche in questo caso il bene andrà concesso in locazione una volta ultimata la relativa realizzazione, ed il parametro di riferimento per la deduzione sarà rappresentato dai costi di costruzione che dovranno essere regolarmente attestati dall’impresa che eseguirà i lavori.

Naturalmente, come è logico, tutti i presupposti  per usufruire della deduzione devono essere dimostrati e dichiarati in occasione della conclusione del contratto di locazione.

 

 

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