Annosottozero
Giulietta, flop e tetta

di Roberto Sarugia

Da un flop all’altro. La tv di Santoro  sembra davvero essere arrivata a fine corsa. Anche il talk politico in jeans di Giulia Innocenzi delude e non fa ascolti. E come se non bastasse, come ha scritto Aldo Grasso ” anche ha una tremenda caduta di stile, invitando le Femen che con parole e gesti volgari attaccano il Papa, per stigmatizzare la sua pericolosa presenza a Strasburgo, dove parlerà al Parlamento europeo”

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Giulia Innocenzi e Michele Santoro

Annosottozero. La Giulietta degli spiriti sembra davvero aver perso la testa. Si Giulietta Innocenzi, quella “sottutto io”, tranne che come si scrive un articolo, del resto basta vedere la sua prova scritta ( da lei stessa resa pubblica) all’esame di idoneità di giornalismo per rendersene conto.  Si la Giulietta che si è premunita nel farci sapere che lei la televisione non la guarda se non per lavoro, al massimo un’occhiata al Tg1 “per capire in che direzione vanno le istituzioni italiane”, mica per altro. E caso mai “ se devo guardare la televisione, preferisco Al Jazeera…”, perché vuoi mettere come sono forti le loro trasmissioni?  Insomma questa teleindipendente che pretende di fare televisione e giornalismo con la puzza sotto il naso, la vecchia sinistra al caviale con la faccia da giovane, insomma.

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Riecco Announo.  Con tutti i logici imprevisti del primo numero, questa volta credo l’abbia  combinata davvero grossa la compagnia di giro di Santoro, confezionando un talk, tutto show, senza capo ne coda, che davvero non si sa dove vuole andare a parare e, soprattutto, che cosa voglia dire. Aldo Grasso, sul Corriere della Sera ha fotografato in pieno il flop.

“Che fatica seguire una trasmissione come “Announo”! Rischi della prima puntata, è vero, ma raramente capita di vedere un talk così scombinato, già a livello di preparazione. Comincia Michele Santoro, con un editoriale contro Renzi. Vecchia tecnica assembleare: l’importante è crearsi un nemico, ieri Berlusconi, oggi Renzi.

 

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Giulia Innocenzi

Ma l’editoriale è solo un pretesto: il compito di Santoro è quello di marchiare a fuoco il programma: il brand sono io (La7, giovedì, 21.10). Il difetto principale della puntata sta proprio nell’impostazione, perché c’è un totale scollegamento tra i servizi filmati e la discussione in studio, perché la presenza di Vauro (accompagnato dal tenero Vincino) sfiora il patetico; perché The Jackal deludono parecchio (le «star del web», se vanno avanti così rischiano di non crescere più); perché, nel finale, la conduttrice Giulia Innocenzi ha una tremenda caduta di stile, invitando le Femen che con parole e gesti volgari attaccano il Papa, per stigmatizzare la sua pericolosa presenza a Strasburgo, dove parlerà al Parlamento europeo.”

Ecco le Femen, quelle che per fortuna Giulietta, ci ha spiegato “ usano il loro corpo per dare un messaggio”, quelle del crocefisso fra le cosce, la protesta di San Pietro, bla bla bla, più noiose e ripetitive ormai dell’intervallo con il gregge di pecore.  Meno male che c’è il telecomando…

 

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