di Eugenio Santovito
Ma è lecito che un gruppo di manigoldi debba sciupare, sporcare una grande giornata di sport? Ma è consentito a piccoli delinquenti di strada di trasformare il gusto di una grande vittoria in disgusto per il prezzo che si è costretti a pagare?
Ma quando si prenderà il totem delle curve e lo si sbriciolerà in mille pezzi, quando si potrà gridare che è meglio avere spalti vuoti che pieni di tale feccia? Basta non se ne può più di questi teppisti volgari che si nascondono dietro un bandiera od uno striscione. “Ogni parola è vana…Se occasione ci sarà non avremo pietà”.
Siamo convinti che non si possa far finta di niente davanti a questo striscione in curva B, quella di Genny ‘a carogna, il capobranco che con fierezza indossava la maglietta che invocava la libertà di Antonino Speziale, l’ultra siciliano condannato a 8 anni di carcere per l’omicidio preterintenzionale dell’ispettore capo di Polizia Filippo Raciti. Ormai siamo ai messaggi camorristici, agli avvertimenti, alle minacce in diretta televisiva.
Scandalizziamoci per i cori razzisti, ma indigniamoci ancor di più davanti ad episodi come questo. Sarebbe interessante capire come in uno stadio blindato e ultrasorvegliato possa essere arrivato una maxi striscione di tal genere. E che cosa vuol dire la misteriosa firma “Svan”C’erano gli elicotteri sul cielo del San Paolo, sono stati messi al muro per essere identificati fotografi che erano lì per svolgere il loro lavoro e poi ti ritrovi lo striscione vergona. Speriamo che venga fatta al più presto luce su questo episodio che definire inquietante è poco. Basta chiudere gli occhi.









