Un anno de “il napoletano”. Una piccola grande avventura cominciata con l’editoriale di Mimmo Carratelli, che aveva diretto l’edizione cartacea dopo Domenico Rea, sino alla partita di Uefa League del Napoli di Mimmo Carratelli. Un lungo filo di continuità.
Un anno dove abbiamo cercato di fornire sempre il nostro punto di vista, i “fatti non separati dalle opinioni” resta l’unica nostra linea editoriale. Insieme alla totale libertà. Non abbiamo linee guida, interessi, scopi. Offriamo una pagina bianca dove ognuno può scrivere quello che crede.
Siamo cresciuti piano piano e, a poco a poco, abbiamo visto crescere la nostre firme. Da Ottorino Gurgo a Pietro Gargano, da Franco Esposito ad Adolfo Mollichelli, da Valerio Caprara a Giuseppe Crimaldi, da Chicco De Vicenzo a Gaetano Borrelli e Gerardo Mazziotti. E poi Antonello Grassi, Carmine Spadafora, Enzo La Penna, Angelo Vaccariello, Lidio Aramu, Marco Catizone, Franz Krauspenhaar, Michele Caccamo, Alessio Buccafusca, Carlotta D’Amato e Giuseppe Merlino. Ed ancora le rubriche, preziose ed importanti fra le quali quelle di Tullio Ciampa, Mino Cucciniello, Luisella Pescatori e Carlo Alberto Paolino.
E abbiamo pubblicato anche articoli di Giampaolo Pansa, Giuliano Ferrara, Vittorio Feltri, Gianni Brera, Oriana Fallaci, Valter Tobagi, Piero Buscaroli, Antonio Ghirelli, Gaetano Afeltra, Indro Montanelli, Giorgio Bocca, Franco Bechis, Paolo Isotta, Sergio Romano, Filippo Facci, Raffele la Capria, Aldo Grasso, Oscar Giannino, Roberto Gervaso.






