Dio abita a Napoli

di Eduardo Palumbo

“La corruzione puzza, la società corrotta puzza e un cristiano che fa entrare dentro di sé la corruzione non è cristiano, puzza”.

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il Papa e il Cardinale

Le parole di Papa Francesco sembrano rimbombare fra quelle Vele maledette di sangue e di camorra, il grande supermarket di droga e di dolore. E la puzza a Scampia è forte, fortissima, il più grande supermarket della droga a cielo aperto, cento milioni di euro di fatturato all’anno, clan che si combattono e si uccidono per la gestione del territorio. Terra dove la camorra è Stato, perché sono le organizzazioni criminali che danno lavoro alla gente delle Vele, l’economia del quartiere si regge sul malaffare. “Se noi chiudiamo la porta ai migranti, se noi togliamo il lavoro e la dignità alla gente, come si chiama questo? Si chiama corruzione e tutti noi abbiamo la possibilità di essere corrotti. Nessuno di noi può dire ‘io mai sarò corrotto’. No – ha proseguito -, è una tentazione, è uno scivolare verso gli affari facili, verso la delinquenza dei reati, verso la corruzione”. Eppure “Dio abita a Napoli”.

Papa Francesco a Pompei

E’ l’ottavo viaggio compiuto dal Papa argentino in Italia. Il Pontefice, che è anche primate d’Italia, ha sempre scelto tappe significative per il suo messaggio attento alle ‘periferie’, ai poveri e agli emarginati, ai problemi sociali ed economici, a partire dal primo viaggio, a Lampedusa nel luglio del 2013, con una visita incentrata sul dramma dell’immigrazione. Sono poi venuti i viaggi ad Assisi, città del santo di cui ha preso il nome, il quattro ottobre sempre del 2013, e Cagliari, a settembre dello stesso anno, una visita ruotata attorno alle sofferenze dei disoccupati. Nel 2014 Jorge Mario Bergoglio ha visitato Cassano allo Ionio in Calabria, a giugno, dove ha pronunciato – la prima volta di un Papa – la parola ‘scomunica’ per i mafiosi, a Campobasso a luglio, a Caserta sempre a luglio, a settembre al sacrario di Redipuglia per il centesimo anniversario della prima guerra mondiale. Quest’anno sono già previsti viaggi a Torino a giugno, per l’ostensione della sindone (e una probabile tappa dai suoi lontani parenti piemontesi) e a Firenze a novembre, per il convegno decennale della Cei, ma c’è chi già ipotizza un incontro con la comunità cinese di Prato.

Papa: Napoli; oggi visita all'ombra del Vesuvio, 8/a in Italia

Ma torniamo a Napoli. ”In questi due anni di Pontificato, Lei ha dimostrato di conoscere il linguaggio del cuore per parlare con la gente; è il linguaggio dei napoletani”. Ha detto l’arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe. ”Vedrà che Napoli le piacerà e, con essa, i napoletani.  E sono sicuro che presto le verrà il desiderio di tornare. Lo speriamo, perché le vogliamo bene e sentiamo che lei è uno di noi”. Francesco è il quarto Papa a visitare Napoli. Prima di lui erano venuti Pio IX, Giovanni Paolo II (per tre volte) e Benedetto XVI.

Papa a Napoli: vita in questa città mai facile, ma mai triste

A Scampia una giovane immigrata delle Filippine, un lavoratore e il presidente della Corte d’Appello di Napoli, Antonio Buonajuto, hanno rivolto tre brevi indirizzi di saluto al Papa giunto in piazza Giovanni Paolo II, nel quartiere napoletano di Scampia. ”Il rispetto della legge – ha detto l’alto magistrato – è continuamente offeso dalla corruzione pubblica e privata”. Il lavoratore, invece, ha lamentato la disperazione di quanti un lavoro non lo hanno mentre la giovane immigrata ha parlato della condizione difficile di quanti vengono da terre lontane.

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Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha consegnato a Papa Francesco le chiavi della città. In Piazza Giovanni Paolo II, cuore del quartiere di Scampia   il primo cittadino ha consegnato, insieme con le chiavi, una pergamena commemorativa della giornata. Per il presidente della Campania Stefano Caldoro”  Una grande giornata per Napoli e la Campania. Preghiera e speranza”.

 

 

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