di Eduardo Palumbo
Annuntio vobis gaudium magnum; habemus aspirante governatore, eminentissimum ac reverendissimum Dominum, Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno. Una vittoria schiacciante.
Come dire, tutto questo casino per nulla. Come prima, più di prima. Chissà, se peggio di prima. Dopo cinque anni, dopo la rottamazione renziana, la rivoluzione delle giovani leve, i boy scout e le donne di prima file, in Campania non è successo niente. Niente di niente. E ricandida l’uomo di cinque anni fa, quello che ha perso facile contro Caldoro (54 per cento contro il 43). Vincenzo De Luca è sindaco di Salerno sospeso e reintegrato a tempo di record dal Tar ed è stato dichiarato decaduto poco più di venti giorni fa dalla Corte d’appello per l’incompatibilità col precedente incarico di viceministro nel governo Letta, incarico non rinnovato nel governo Renzi. Comunque contro tutto e contro tutti ha voluto questa seconda possibilità. Ed evidentemente ha avuto ragione.
“È stata una sfida eroica- ha detto De Luca- sarà una rivoluzione democratica. È stato un voto libero – si apre una fase di unità e concretezza dei programmi. Non sarà una passeggiata, ma sono fiducioso”. Poi ha aggiunto: “Vorrei ringraziare la segreteria regionale e nazionale che hanno dato fiducia ai campani con un momento di grande partecipazione. Abbiamo ripristinato l’onore del partito campano”
E così mille giorni dopo il popolo del pd, diciamo così, è ritornato quindi alle urne per esprimere il proprio candidato a governatore per le regionali di primavera. Seicento sei seggi su tutto il territorio regionale, circa quattromila i volontari impegnati nell’organizzazione. Il numero dei votanti fornito dall’organizzazione dice che sono stati circa 156mila. Suddivisi per provincia 65.000 a Napoli, 50.000 a Salerno, 11.000 ad Avellino, 18.000 a Caserta e 12.000 a Benevento. A Salerno ( 133 mila abitanti). A Napoli hanno votato circa 16 mila persone. Pare sia la più bassa affluenza mai registrata.
Sono passati tre anni ma l’atmosfera è sempre di veleni e polemiche, stranezze e misteri. C’è anche l’emissario del Nazareno che fa tanto nazioni unite, e che fa anche tanto sorridere. Chissà che cosa dirà di quel che è successo a Pontecagnano, in provincia di Salerno, dove in un seggio sono state sospese le votazioni, ed è stato necessario l’intervento dei carabinieri, perché alcuni tipacci erano entrati pretendendo di esprimere la preferenza senza documenti. O sempre da quelle parti quegli altri segnalati dalle forze dell’ordine che nelle strade adiacenti al seggio “invitavano” i passanti, dando loro anche i due euro necessari per il voto, ad esprimere la loro preferenza per un certo candidato. O, ancora, della straordinaria efficienza denunciata dall’onorevole Vaccaro del Comune di Salerno che di domenica mattina sfornava certificati di residenza per consentire il voto.










