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#SOSVENEZUELA #LiberenALosPresosPoliticos
INSIEME PER LA PACE IN VENEZUELA
Domenica 8 Marzo 2015 dalle ore 10.00 in Piazza del Plebiscito, Napoli, la comunità venezuelana residente, per lo più, nel Meridione si riunisce per denunciare la violazione dei diritti fondamentali dell’uomo, della dignità, della libertà di pensiero in Venezuela.
Dal febbraio del 2014 il popolo venezuelano è vittima di un regime feroce e vigliacco che reprime manifestazione pacifiche, criminalizza l’opposizione, censura l’informazione, nega la libertà d’espressione. In Venezuela si protesta per:
• La grave crisi economica del paese: il tasso di inflazione è del 68%, il Bolivar ha subito una nuova svalutazione, il salario minimo di un venezuelano è di $60 al mese, le espropriazioni di aziende agricole e commerciali hanno condannato la produzione nazionale, infatti in Venezuela viene importato l’80% dei beni di consumo.
• Delinquenza: alla fine del 2014 si sono registrati 25.000 omicidi, ogni 20 minuti un venezuelano muore per mano della malavita.
• Carenza di beni di prima necessità: cibo e medicinali.
• Censura: l’informazione è limitata se non addirittura inesistente… la stampa si regge a malapena, la tv nazionale controllata e censurata, le tv straniere criminalizzate. L’unico mezzo di comunicazione sono i social network che raccontano la drammaticità della situazione.
• Criminalizzazione e discriminazione dell’opposizione: leader politici, come Leopoldo Lopez, sindaci democraticamente eletti, come Daniel Ceballos e Antonio Ledezma, destituiti ed arrestati per cospirazione. Giovani studenti, anche minorenni, detenuti per aver preso parte alle proteste pacifiche.
• Risoluzione 8610 della Gazzetta Ufficiale: consente l’uso di armi letali per sedare manifestazioni, è una licenza per uccidere.
• Violazione dei Diritti Umani: oltre 100 casi di tortura denunciati, l’esistenza c/o la sede del SEBIN(Servizio di Intelligence Bolivariano) di una cella 2x3mt detta la “TOMBA”, qui i detenuti sono in isolamento, al freddo, senza luce naturale, destinati a subire torture sia fisiche che psicologiche.
Ad una simile violenza non si può essere indifferenti, non la si può giustificare perché innamorati di un’idea. Quanto accade in Venezuela non può essere tollerato, non può essere taciuto da chi crede nella libertà, nel rispetto dell’altro, nella solidarietà tra i popoli, nel libero pensiero…
Siamo un gruppo, indipendente e spontaneo, di venezuelani residenti per lo più nel sud d’Italia, alcuni studenti o lavoratori, altri trasferitisi per amore e altri ancora italiani vissuti in Venezuela e figli di Italiani nati sempre lì, insomma, venezuelani di nascita o di cuore che, tramite i social network, desiderano far conoscere l’altra faccia, quella vera, del Venezuela, lontana da ogni interesse politico ed economico.