Pasqua di sangue. Resurrezione?

di Franco Meda

“Il Signore Gesù apparirà dal cielo con gli angeli della sua potenza, in un fuoco fiammeggiante, per far vendetta di coloro che non conoscono Dio, e di coloro che non ubbidiscono al vangelo del nostro Signore Gesù. Essi saranno puniti di eterna rovina, respinti dalla presenza del Signore e dalla gloria della sua potenza” (II Tess. 1:7-9; cfr. Apoc. 19:11-15).

cristiani-mosul-kurdistan-iraq-islam

Ogni giorno vengono uccisi nel mondo più di dieci cristiani. Ogni immancabile giorno. L’unica colpa la loro fede. Ogni giorno una chiesa viene distrutta o gravemente danneggiata. Ogni giorno vengono perpetrati venticinque atti di violenza nei confronti di cristiani. Ci sono più martiri oggi nel terzo millennio che ai tempi della persecuzione de cristiani nell’impero romano. E’ Pasqua, una Pasqua di sangue con una feroce mattanza nell’università di Garissa in Kenia, dove sono stati trucidati duecento ragazzi solo perché cristiani. I mussulmani hanno avuto salva la vita.

10609565_919944214716633_5431689693648919221_n

La strage di Garissa

L’accusa di papa Francesco è stata chiara. “Vediamo i cristiani perseguitati e crocefissi sotto i nostri occhi e spesso con il nostro silenzio complice”.

kenya-attentato-contro-i-cristiani-654225

kenya-1000x600

La strage degli studenti cristiani

C’è un sito persecution.org che scandisce drammaticamente l’Odissea senza fine dei cristiani che sono il gruppo religioso maggiormente perseguitato. Colpiti quando sono una minoranza oppressa, ma anche quando sono in maggioranza come è accaduto due giorni fa, in Kenya. Uccisi, violentati, sacrificati, perseguitati, scacciati. Senza pietà, con una ferocia inaudita. E’ di quale mese fa la denuncia di un Rapporto del Comitato per i diritti dell’Infanzia dell’Onu contro i militanti del Califfato, accusati di vendere i bambini iracheni catturati, come schiavi del sesso, o di averne uccisi altri “con la crocifissione o seppellendoli vivi”.

kenya51-1000x600

kenya41-1000x600

Altre immagini di sangue dal Kenia

Un documento dell’Acs (Aiuto alla Chiesa che soffre) denuncia che in 116 Paese dei 196 analizzati vi è un crescente “disprezzo per la libertà religiosa”.

Una escalation sconvolgente. E diffusa. E la situazione si allarga a macchia d’olio in modo sempre più tragico e doloroso.

sak

Louis Sako

Il presidente della Conferenza episcopale irachena Louis Sako ha denunciato che “I gruppi estremisti islamici rifiutano di vivere accanto ai non-musulmani. Li stanno perseguitando e sradicando dalle loro case, stanno strappando la loro vita, stanno cancellando la loro storia (e la loro memoria). Siamo al cospetto di una gravissima crisi ideologica e di un tentativo di monopolizzare il potere, svuotando le istituzioni e restringendo la libertà degli individui e dei gruppi etnici e religiosi”.
Pope: Via CrucisFra le tante via Crucis che si sono svolte ce n’è stata una molto particolare che merita di essere sottolineata, quella della Parrocchia Cattedrale di Ivrea. Ad ogni stazione, dopo il Vangelo e prima dell’orazione, è stata letta una “testimonianza”. I testimoni sono stati i cristiani, dalla Siria al Pakistan, dalla Nigeria alla Corea del Nord, perseguitati a causa della loro fede. E per comprendere meglio il loro dramma sono state brevemente raccontate le condizioni terribili in cui sono costretti a vivere. Un grido d’allarme per ricordare che anche oggi, e non solo duemila anni fa, esistono donne e uomini che patiscono a causa della loro fede e che sono disposti persino a versare il loro sangue per Cristo.

Catholics celebrate Good Friday in Jerusalem

Ma siamo sicuri che facciamo abbastanza? O, come ha denunciato Papa Francesco 2il nostro silenzio è complice”? Non è giunto il tempo che i credenti sentano la responsabilità di difendere i valori su cui si è costruita la nostra civiltà occidentale, e reagiscano con la determinazione e la forza necessaria a una lucida e violenta follia che non è più tollerabile?

papa-francesco

Papa Francesco

Ricordate quando papa Francesco disse che se qualcuno “offende mia madre gli do un pugno”? E’ il segno di un lento cambiamento. Il Vaticano nel corso di questi anni è sempre stato molto attento a non chiedere la mobilitazione del mondo contro i regimi islamici che non risparmiano persecuzioni contro coloro che “osano” possedere un crocefisso o un rosario e contro i luoghi di culto cristiano, ostracizzati e martirizzati. Le dimensioni catastrofiche del massacro dei cristiani da parte dei seguaci del Califfato islamico hanno indotto per  papa Francesco a correggere il tiro. Non si parla certamente di «guerra giusta» lungo una tradizione cattolica ed ecclesiastica che ha segnato secoli di riflessione sull’uso degli strumenti bellici da parte degli Stati.

INDIA-PAKISTAN-UNREST-ATTACKS

Certo papa Francesco ha detto che “non si può offendere o fare la guerra, uccidere in nome della propria religione, in nome di Dio” però ora ribadisce l’esigenza, la necessità di fermare la mano assassina dell’aggressore e impedire ulteriori massacri. La parola guerra continua ad essere bandita dalal chiesa. Ma gli eufemismi sono stati tanti nel corso del tempo. In Kossovo, ad esempio, si parlò di “ingerenza umanitaria”, in Afghanistan di “polizia internazionale” e così via. Ora, è chiaro, che non si può più solo a chiudere gli occhi e pregare.

 

CondividiShare on Facebook0Tweet about this on TwitterPin on Pinterest0Share on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altri post dello stesso Autore