di Eduardo Palumbo
Renzi l’anno scorso scelse i boy scout per la prima uscita ufficiale dopo le vacanze estive. Quest’anno è andato al meeting di Comunione e Liberazione, a ravvivare quella che una volta era la grande passerella politica dopo gli ombrelloni. Ed è stato ripagato con un forte applauso di riconoscenza.
Dai lupetti a Lupi, il suo ex ministro del Rolex. I ciellini vivono un momento di grande disagio. L’addio di Maurizio Lupi dal governo, dopo le dimissioni dal ministero delle Infrastrutture, ha sancito di fatto il crollo definitivo del potere di Cl. Ed hanno, ovviamente influito negativamente nel movimento di Don Giussani anche gli scandali, le vicende tormentate, le tensioni interne che si sono succedute negli ultimi anni del movimento. L’impero di Formigoni è crollato sotto le inchieste giudiziarie, l’intero movimento soffre una grande fase di decadenza, inutile negarlo. E questa 36esima edizione dei meeting ha ritrovato un po’ di luce riflessa grazie alla sola presenza del Premier.
E Renzi ha approfittato della platea per rilanciare un suo vecchio cavallo di battaglia. “L’Italia in questi ultimi 20 anni ha trasformato la Seconda Repubblica in una rissa permanente ideologica sul berlusconismo e ha smarrito il bene comune. E così mentre il mondo correva noi siamo rimasti fermi, aggrovigliati in sterili discussioni interne. L’Italia è di fronte a un bivio: deve tornare a fare l’Italia. Solo così c’è spazio per uscire dalla crisi. L’Italia per troppo tempo ha cancellato la parola politica che è una parola bella, piena di significati alla faccia dei tecnici che ci danno lezioni ma sbagliano tutti i conti”.
Dall’Italia all’Europa il passo è breve. E vive sono sempre le critiche. Se l’Italia ha perso venti anni, l’Europa ha perso venti anni con il Mediterraneo che per Renzi non è il confine dell’Europa ma il cuore dell’Europa. “L’Europa a 28 è troppo o troppo poco. È nata – va avanti il premier senza una visione politica da parte dell’Italia. Ha cancellato il Mediterraneo dalla discussione e cancellato anche i Balcani. C’è una emergenza Balcani che è pazzesca. Così come pensare di costruire l’Europa contro la Russia sarebbe un errore imperdonabile”. Dalla questione Mediterraneo all’emergenza immigrati il passo è breve. Renzi ribadisce il suo punto di vista. “Prima salviamo le vite, poi penseremo a come dare un futuro a queste persone. Non rinuncio a secoli di civiltà. Non cederemo mai al provincialismo della paura. Non è buonismo ma umanità”
La spinosa questione riforme. “Sappiamo che non è con le riforme che l’Italia ritroverà la sua identità ma sono la premessa per il rilancio”. Renzi difende le sue riforme, a cominciare da quella elettorale: “Non mi sono candidato al Parlamento perché il sistema non prevede la corrispondenza tra chi si candida e chi guida il paese. La legge elettorale è il primo tassello per riuscire finalmente a governare e non difendersi dagli assalti della minoranza o dell’opposizione. È una rivoluzione. Con questa legge voterete un candidato, uno schieramento che, se vince, governa 5 anni , mentre chi perde si mette a lavorare per governare nei 5 anni successivi. L’Italia ha bisogno di regole semplici“.
Da Rimini poi Renzi si è trasferito al Teatro Rossini di Pesaro, prima tappa di un tour che terrà in molte città italiane: è un Renzi meno istituzionale e più segretario del Pd, con slide e video promozionali, piccoli e grandi effetti E riecco fioccare le promesse. “In Italia la tassazione è esagerata e bisogna abbassare le imposte ma per fare questo non basta un anno. Toglieremo a tutti Tasi e Imu”. Un annuncio che però non vede tutti d’accordo. Il sottosegretario al ministero delle Finanze Enrico Zorzetti è di tutt’altro avviso.“Va bene il taglio della Tasi sulla prima casa, ma non per tutti deve restare per gli immobili di valore maggiore per finanziare, con 1,2 miliardi, la deducibilità al 100 per cento per le imprese dell’Imu sui capannoni”.








