di Carlo Paolo Visconti
Eccola qui la Rai che non è la Bbc, quella che ha sdoganato i partiti, il più grande polo culturale del paese finalmente libero e senza catene, quella per la quale hanno combattuto i girotondini, la sinistra istituzionale e quella radicale, il popolo viola, l’Usigrai, il solito giro di noti e meno noti difensori della Costituzione, quella Rai degli appelli e delle battaglie civili, dei comizi e delle grandi manifestazioni per la libertà di stampa, quella che ci spiattellava in faccia ogni volta che ormai eravamo sprofondati al 73esimo posto, tra la Moldavia ed il Nicaragua nella classifica stilata ogni anno da Reporter senza frontiere (per la cronaca con il governo Renzi un capitombolo di 24 posizioni per la corretta informazione), quella che ancora oggi quando non sa che dire sventola la bandiera dell’editto bulgaro: eccola qui la Rai di Renzi a rete unificate, aprite le finestre e respirate la libertà.
Ed, allora, la vecchia vituperata commissione di Vigilanza Rai ha eletto i sette componenti del Cda Rai di sua competenza (fra parentesi in quale quota ed i voti ottenuti). Gli eletti sono l’ex segretario generale della Fnsi Franco Siddi (Pd, 5 voti), Guelfo Guelfi (Pd,6), Rita Borioni (Pd, 5), Carlo Freccero (M5S e Sel 6), Paolo Messa (Area Popolare 4), Arturo Diaconale (Forza Italia 5) e Giancarlo Mazzuca (Centro destra 4). La minoranza del Pd ha invece votato Ferruccio De Bortoli, non eletto così come Galoppi, Roberto Briglia e Giuseppe Briglia.
Come si può chiaramente vedere Renzi ha “liberato” la Rai dal bavaglio dei partiti. Per la direzione e la presidenza della Rai si devono aspettare altre 24 ore come anticipato dallo stesso presidente del Consiglio che, parlando dal Giappone, ha annunciato le nomine. “Domani il governo farà i suoi due nomi, saranno professionisti di alto profilo, di grande competenza e indipendenza”, ha spiegato il premier. Da cilindro del Giglio magico il super manager arriverà di certo. Meglio farsi il segno della croce.
Riforma, terremoto, liberazione. I proclami si sono succeduti. E poi si va avanti con la legge Gasparri, quella che ogni volta il Premier accompagnava con un sorrisetto di scherno. Ma il Premier è uno che non conosce limiti. Dice tutto e il contrario di tutto, che problema c’è? “Il Cda si rinnova con la Gasparri perché non c’erano alternative temporali, la prorogatio si spiega male per una azienda da tre miliardi. La forzatura sarebbe stata non rinnovare il Cda”. Gia: ad agosto dello scorso anno Renzi disse che pochi giorni e avrebbe nominato il commissario per Bagnoli. E’ passato un anno, un paio di annunci che ormai era fatta, e siamo ancora qui. Ma Bagnoli, può attendere, evidentemente.
Renzi ha spiegato che “ora il gioco in mano ce l’ha il Parlamento, in commissione Vigilanza. Abbiamo piena fiducia nel Parlamento. E’ evidente che la scommessa della Rai è di grande respiro. Vogliamo fare di questo soggetto un punto di riferimento assoluto in Europa. Nel mondo c’è una domanda straordinaria di Italia e sarebbe bello se la Rai la accompagnasse di più, se raccontasse le cose positive dell’Italia. E poi la Rai è presidio dell’informazione, anche per questo è un grande capitolo del futuro del paese”.
Rai, di tutto di Renzi di più. Renzi a reti unificate, insomma. Missione compiuta. Il Rottamatore ha mantenuto la sua promessa. Ha cacciato via i partiti da viale Mazzini… O no?







