Non tutte le vacche sono uguali

 di Gian Marco Chiocci

Lo chiamano mercato delle vacche. Ma le vacche non sono tutte uguali. Renzi, con Verdini, passa per abile stratega. Berlusconi, con Verdini, passa alla storia da corruttore. Una volta Renzi quand’era sindaco di Firenze chiedeva le dimissioni per chi cambiava partito. Oggi coi transfughi ci governa il Paese senza essere passato dalle urne.

Perché riproporre vecchi articoli, reportage, interviste? Volando alto con Giorgio Manganelli, scrittore, giornalista potremmo dire che “una civiltà letteraria non è fatta di letture, è fatta di riletture”. Più semplicemente il ripresentare alcuni articoli rappresenta una grande opportunità. Un modo per scoprire giornalisti o protagonisti di un’altra generazione, di conoscere o ricordare fatti, dimenticati. Per riproporre interviste e reportage dei giorni nostri.

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Verdini e Renzi, amici di vecchia data

Illustri opinionisti e politicanti dalla memoria corta sostenevamo che Silvio (con Verdini) i parlamentari se li comprava uno ad uno. Gli stessi columnist e membri di partito oggi nulla dicono sul mercato delle vacche e delle poltrone avviato da Renzi (con Verdini) per salvare la baracca di governo. In altri tempi Berlusconi finì alla gogna e alla sbarra per la compravendita dei senatori ordita contro un governo Prodi già moribondo di suo. Era il 2008.

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Cavaliere venne condannato a tre anni per quella vicenda e la sentenza fece storia perché riscrisse la Costituzione laddove si andava a ribaltare l’inesistenza del vincolo di mandato scolpito nell’articolo 67 della nostra Carta. Venne sanzionato giudiziariamente il “cambio di casacca” senza istruire altri 200 processi, perché tanti erano i parlamentari passati da una sponda all’altra. Oggi che Renzi rischia coi numeri al Senato, il tam tam di Palazzo rilancia l’avvio di un nuovo do ut des.

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Razzi e Scilipoti

Nessuno si scandalizza eppure balla la riforma della nostra Costituzione e non solo la tenuta di un esecutivo, come nel 2010 con Razzi e Scilipoti lapidati dalla stampa libera e democratica. Perché scandalizzarsi per imminenti rimpasti di governo, peones da accasare, presidenze di commissione da ri-assegnare. Tra ricatti e promesse siamo alle solite.

Solo che Renzi, con Verdini, passa per abile stratega. Berlusconi, con Verdini, passa alla storia da corruttore. Come ricorda Carlantonio Solimene, l’allora sindaco di Firenze chiedeva le dimissioni per chi cambiava partito. Oggi coi transfughi, il premier ci governa il Paese senza essere passato dalle urne. L’ipocrita non è Renzi, che fa il suo mestiere meglio di altri. È chi fino a ieri dava vigliaccamente del mariuolo a Verdini e oggi, vile, si accoda al pensiero unico e fa finta di nulla.

(Gian Marco Chiocci, il Tempo)

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