“Murate vive”. Missing
In edicola insieme a il Mattino

Da giovedì quindici ottobre in edicola insieme a il Mattino  “Murate vive” di Daniela Iorio.  La sconcertante storia di  Elisabetta e sua figlia Maria.  

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Quando una persona scompare in Italia entra in una delle quattro grandi famiglie in cui sono divisi gli ignoti. “Allontanamento volontario”; “disturbo della psiche”; “vittima o autore di reato” e “allontanamento per cause sconosciute”. Quando sei stato catalogato in una di queste sezioni, da quel momento in poi, chi cerca deve solo incrociare le dita e avere molta fortuna. O meglio, avere fede e pregare. Già, perché se lo scomparso non ha lasciato dietro di sé gli obblighi di un padre o di una madre, di un marito o di una moglie, ha diritto all’oblio. Pieno diritto di decidere il suo destino, senza dover dare conto a nessuno. Senza responsabilità alcuna nei confronti di altri.

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I cadaveri che non hanno un nome e un cognome in Italia sono circa ottocento, ma probabilmente molti di più. Il Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense (“Labanof”), unico in Italia, presso la Sezione di Medicina Legale del Dipartimento di Morfologia Umana e Scienze Biomediche dell’Università degli Studi di Milano, nato  venti anni orsono, fa  quello che può per cercare di dare un’identità a cadaveri che giacciono abbandonati, a cominciare dal mettere in rete i volti dei morti senza nome. Ma è una goccia nell’oceano.

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“Elisabetta e Maria erano molto legate, un rapporto intenso, simbiotico. Stavano sempre insieme, avevano progetti per il futuro, l’apertura di un piccolo negozio di articoli per la casa. Entrambe avevano alle spalle due matrimoni non fortunati. Elisabetta, 66 anni, viveva da separata in casa: quelle della sua generazione non pensavano a mettere fine ad un matrimonio, sopportavano ed andavano avanti. Maria, 35 anni, che aveva sposato uno stretto collaboratore del padre, Salvatore Di Maiolo, infermiere caposala a Poggioreale, invece, dopo dieci anni di vita coniugale, nel duemiladue si era separata ed era ritornata a vivere con i suoi genitori. Nessuna delle due andava d’accordo con Mimmo. In casa i litigi erano frequenti. Elisabetta accusava il marito di non essere mai con loro. Di più: di vivere una vita tutta sua, a cui la famiglia non era ammessa a partecipare. E, nelle rare comparse in famiglia, assumere l’inconsistenza di un ectoplasma. Un ombra…”

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“ Murate vive” è il terzo di otto libri che per due mesi ogni giovedì saranno in edicola con Il Mattino (al prezzo di 2,80 euro più il costo del giornale). Noir Napoletano è una collana diretta da Gianpaolo Santoro, edita da “Marotta & Marotta”. A raccontarci le storie di sangue firme importanti del giornalismo napoletano: Mimmo Carratelli, Giuseppe Crimaldi, Pietro Gargano, Daniela Iorio, Eduardo Palumbo, Gianpaolo Santoro e Angelo Vaccariello.

 

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