Radical Giac

 di Eduardo Palumbo

Per lanciare la sua marcia su Roma ha scelto un messaggio video, proprio come fece Berlusconi. Con la solita barba incolta, ma curata, giaccone, camicia bianca senza cravatta, ha aperto la campagna elettorale dal Gianicolo, il quartiere in cui è nato è vissuto. Alle sue spalle si vedono Regina Coeli e Castel Sant’Angelo, e non è un caso. Anzi. Centoventi secondi per annunciare che è in corsa per le primarie per il sindaco di Roma, un ritorno a casa

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E da allora è stato un diluvio. Lo si trova in ogni trasmissione, non c’è talk show che non abbia la sua presenza, ancora non sa chi sarà il suo avversario (o i suoi avversari) alle primarie ma lui già imperversa, in lungo e largo, proprio, una specie di lavaggio di cervello. Un gladiatore. Del resto le sue battaglie le ha condotte sempre con lo stile pannelliano, senza mezzi termini. I suoi scioperi della fame per la legge elettorale, (circa duecento giorni) di alternano con quelli del vecchio Pannella. Una politica d’altri tempi.

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Roberto Giachetti, 55 anni, divorziato, due figli, romano de Roma e romanista senza diplomazie e ipocrisie pallonare (“ i romani del resto hanno accettato un sindaco laziale come Rutelli, un sindaco juventino come Veltroni…”) ha cominciato a fare politica nei movimenti studenteschi, poi il partito radicale (ancora oggi ha la doppia tessera) i verdi, la Margherita, l’Ulivo ed il Partito democratico. Ex giornalista parlamentare di radio radicale è stato capo di gabinetto di Francesco Rutelli sindaco di Roma.

Cerca un avversario nel complicato arcipelago del partito democratico romano, qualcuno con cui confrontarsi. “se non ci fossero state le primarie, non mi sarei candidato…” Già, ma per ora non si vede nessuno. “Spero che come annunciato più volte Ignazio Marino si presenti…”

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Marino-Giachetti, sarà duello alle primarie?

L’uomo forte, si è fatto da parte. Goffredo Bettini , europarlamentare del Pd, padre del fu modello Roma e inventore della candidatura di Marino in Campidoglio, si è ,almeno ufficialmente chiamato fuori. Inequivocabile la sua posizione. “Di Roma non mi occupo da tantissimo tempo e non me ne voglio occupare in futuro. Mi sono assunto anche responsabilità non mie. Ho pagato un prezzo altissimo per il mio sostegno a Marino, la cui esperienza purtroppo si è conclusa con una tragedia politica. Nelle scelte di oggi è d’obbligo un mio totale silenzio…

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Giac e lo sciopero della fame

L’ha detto chiaro e tondo e ribadito più di una volta. “Non vedo una sola ragione per cui dovrei dimettermi da parlamentare. Io continuerò a fare il vicepresidente della Camera e organizzerò la mia campagna elettorale, compatibilmente coi miei impegni. Mi dimetterò soltanto nel momento in cui i romani dovessero decidere che sarò sindaco di Roma….”  Sarà una campagna colle dopo colle, e comincerà dalle periferie. “Comincerò da quelle borgate dove so che probabilmente mi prenderanno a fischi…Bisogna ristabilire un nuovo clima fra il Pd e la città..”

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Renzi e Giachetti

Ripeterà, insomma in qualche modo una vecchia esperienza come quella di “Salite a bordo” quando insieme ad un gruppo di ragazzi ed è salito su un pulmino per attraversare l’Italia più nascosta quella dei borghi e dai paesi dalle mille anime, un viaggio di due mesi dalla quale nacque poi l’Associazione CarpeDem, un associazione con l’obiettivo di di diverse forme di partecipazione.

Questa volta, forse senza pulmino, si farà tutta la Capitale, in lungo e largo, un lungo viaggio attraverso i quindici municipi della Capitale. La strada è tanta e, di certo, dopo la drammatica esperienza della giunta Marino e l’esplosione di Mafia Capitale, non sarà certo una passeggiata.  E se non gli danno un avversario vero (l’ipotesi è che usciranno solo candidati a perdere…) ci sarà il rischio, per ora, di correrà a vuoto, di non avere la legittimazione del suo popolo.

 

 

 

 

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