di Ernesto Santovito
Missione compiuta. Ma quanta fatica. La vittoria di misura undici contro dieci contro il Carpi, consente al Napoli di arrivare alla sfida scudetto a Torino con la Juve con due punti di vantaggio. Un fattore psicologico determinante
Il Napoli la spunta di rigore, dal dischetto realizza il solito Higuain, con una esecuzione di forza, di prepotenza. Ottava vittoria consecutiva, un record nella storia azzurra. l’Ottovolante, Non era mai successo.
Ma a Frosinone c’è stata la risposta della Juve, con il quattordicesimo sigillo consecutivo, e l’ennesima splendida realizzazione di Dybala, uno delicato piattone destro a rientrare che accarezza il palo.
Juve-Napoli sarà, soprattutto, la sfida fra i due goleador argentini, così diversi come modo di giocare e struttura fisica, così uguali come senso del gol e classe pura. Ventiquattro gol in altrettante partite di campionato per El Pipita, tredici i gol di Dyba che nella sua prima stagione juventine sta facendo mirabilie.
Il Napoli ha combattuto, patito, sofferto ma alla fine ha ottenuto i tre punti che gli servivano. La partita è stata influenzata dallo scadente arbitraggio di Doveri, direttore di gara che meriterebbe un po’ di riposo.
A sfavore del Napoli un rigore chiaro nel primo tempo su Callejon e gol annullato per un fuorigioco millimetrico dello stesso Callejon che invece era in posizione regolare, un’espulsione pesantissima dell’innocente Bianco che ha condannato immeritatamente la squadra di Castori ha giocare in dieci per un tempo. a sfavore del Carpi.









