di Giulio di Donato
Lo scontro Bassolino-Valente condanna il Pd ad un ruolo marginale nelle amministrative. La posta in gioco per Bassolino non è più la conquista di San Giacomo (forse non lo è mai stata) ma rientrare con un ruolo nella partita pro e contro Renzi
A parte infatti tutti gli elementi da sit com, (scontri tra bande, tradimenti, infedeltà, brogli, “figlie” contro i “padri”, mogli che difendono i mariti) l’esito delle primarie ha sancito lo sfarinamento del pd napoletano.
E la sfida all’ok Corral che si preannuncia ha un esito annunciato. Come nel bel film di John Sturges, non vincerà nessuno. Se ne avvantaggeranno gli altri.
Ad esempio De Magistris, che col suo mix di populismo, terzomondismo, clientelismo “sociale”, pensa al salto nazionale. Il sindaco arancione vuole occupare lo spazio a sinistra del Pd, poche truppe e molti generali, e per questo deve arrivarci con la dote di palazzo san Giacomo.
Ci provò ai tempi della candidatura di Ingroia e della “trattativa Stato-Mafia” e gli andò male. Oggi potrebbe essere diverso, complici l’astensionismo al top e le difficoltà degli altri. Anche per i 5 stelle Napoli è solo un “passaggio” sia perché puntano tutto su Roma dove hanno più possibilità sia perché il Comune di Napoli è una Quarto all’ennesima potenza e i loro vertici temono di rompersi l’osso del collo.
Alle loro primarie sul web per scegliere tra una veterinaria ed un ingegnere milanese trapiantato nel napoletano, hanno partecipato 588 iscritti, praticamente nessuno. Dunque per il grillismo la partita di Napoli consiste solo in un buon risultato, non nella vittoria.
Se in città il ceto medio allargato, la cosiddetta borghesia spesso a ragione vituperata, insomma il “fronte moderato” si risvegliasse dal suo torpore opportunistico ed abbandonasse lo sterile rifugio astensionistico, potrebbe riprendere in mano le sorti della città dopo il ventennio bassoliniano ed il quinquennio della bandana ed occuparsene seriamente e concretamente.
Ma Gianni Lettieri, che non ha scopi di carriera politica e che è il più accreditato e organizzato, è indebolito da altre candidature di area e quindi rischia, magari al ballottaggio, di restare ancora una volta al palo. Certo, sarebbe un peccato. Chi vivrà vedrà.











