Saldi senza soldi

di Franco Meda

I primi saldi del 2015 sono di Napoli. La grande giostra dell’acquisto secondo alcuni  “intelligente” parte da qui, dai commercianti di Napoli. Ma , purtroppo, non è un segnale di vivacità, di ripresa. Se il Paese soffre, il commercio soffre terribilmente, non gira denaro, e i saldi senza soldi servono a poco.

E’ Napoli l’epicentro della crisi del commercio. Nei primi sei mesi del 2014, tra Napoli e provincia, hanno serrato le saracinesche 2.244 negozi e 591 tra bar e ristoranti. Nel solo settore dell’abbigliamento il calo in Campania è stato del 10,5 per cento  il peggiore in Italia (dati Federmoda – Confcommercio). Ha chiuso dopo 50 anni il negozio di abbigliamento De Vito. Hanno chiuso altri esercizi storici come Buonanno e De Nicola. Hanno svuotato i locali grandi firme come Diesel, in piazzetta Rodinò, Frette, un punto Armani.

SALDI NEGOZI MILANO

E non è tutto. Il dato è drogato da una serie di nuove imprese che solo apparentemente sono nuovi operatori commerciali.  “Le nuove iscrizioni al Registro delle Imprese spesso sono operazioni finanziarie per mascherare stati di crisi” spiega il presidente della Camera di Commercio Maurizio Maddaloni, “e troppo spesso per agevolare attività illegali, come accade per alcuni ristoranti o negozi di abbigliamento che aprono e chiudono in poco tempo”.

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Dal canto suo sottolinea  il presidente Ascom, Pietro Russo: “Dal 2008 la provincia di Napoli ha perso 11 punti di Pil e 100 mila occupati, il 15 per cento della forza lavoro. Poi ci sono tante criticità tipiche del nostro territorio: la vendita di merci contraffatte negli ultimi 5 anni ha tolto, solo in provincia di Napoli, ben 6 miliardi al circuito dell’economia legale; ed abbiamo una città a brandelli”.

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“Abbiamo segnalato alle autorità locali che si è particolarmente intensificata, in occasione delle festività natalizie e di fine anno – continua Russo- la presenza di venditori ambulanti abusivi di dolciumi ed alimenti, che certamente aumenteranno a dismisura in vista anche dell’Epifania. Considerando che si tratta di prodotti alimentari – ha osservato Russo -, Confcommercio Napoli chiede alle autorità di predisporre l’intensificazione dei controlli sul territorio per tutelare la salute pubblica e, nel contempo, evitare la continua concorrenza sleale al commercio regolare”.

Comunque molto movimento nelle strade dello shopping napoletano, qualche fila fuori ad alcuni negozi, ma non molti affari. Compratori molto attenti, in tanti pronti a verificare l’effettiva entità dello sconto. “ Ho visto nei giorni di Natale il capo che volevo comprare. Ora voglio proprio vedere di quanto è sceso…”

 

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