di Giovanni Pasàn
“Diventeremo l’Eurabia. Il nemico è in casa nostra e non vuole dialogare”. Oriana Fallaci ci aveva avvisati, altroché se ci aveva avvisati. Siamo in guerra. Ma molti ancora non lo sanno. O, meglio, fanno finta di non saperlo.
Un’azione militare al centro di Parigi, un commando di terroristi al grido di “Allah u Akbar”, Dio è grande” ha fatto irruzione nella sede del giornale satirico “Charlie Hebdo” aprendo il fuoco con dei kalashnikov. Almeno 12 persone sono state uccise, tra cui due agenti di polizia, altre quattro sono rimaste gravemente ferite.
E tutto questo la dice lunga di come l’Europa sta “combattendo” l’estremismo islamico. A cominciare dalla Francia. Ma in Italia non siamo tanto lontani. E’ la satira la maginot al fondamentalismo islamico. L’ultimo “Charlie Hebdo in copertina ha una caricatura dello scrittore Michel Houellebecq, al centro di polemiche per il romanzo in uscita oggi “Sottomissione”, che racconta l’arrivo al potere in Francia di un presidente islamico. Circa un’ora prima dell’attacco, sul profilo twitter del giornale è apparsa una vignetta caricaturale del leader dell’Isis Abu Bakr al Baghdadi con gli auguri per il nuovo anno.
Il direttore Stéphane Charbonnier detto «Charb», celebre disegnatore satirico, classe 1967, in passato già minacciato più volte per le vignette su Maometto, e messo sotto la protezione della polizia. Nel numero uscito proprio mercoledì mattina c’è la sua ultima vignetta, terribile alla luce del successivo massacro. Sotto al titolo “Ancora nessun attentato in Francia” viene raffigurato un terrorista islamico, con la barba e il mitra sulle spalle, che dice “Aspettate!”. “Abbiamo tempo fino alla fine di gennaio per fare gli auguri”. Stéphane Charbonnier è morto nell’attentato.

Quello di oggi contro il settimanale satirico Charlie Hebdo è l’attentato più cruento commesso in Francia dal 1961, ai tempi della guerra di Algeria. Un attentato dell’Oas anti-indipendenza provocò 28 morti il 18 giugno, quando una bomba colpì il treno Strasburgo-Parigi a Vitry-Le-François.
Vignette sporche di sangue. Ne pubblichiamo alcune in nome della libertà di espressione e in segno di solidarietà con la testata francese.














