di Franco Meda
Come vivrà, che cosa farà ora Napolitano, retrocesso senatore a vita? Il piccolo “esercito” alle sue dipendenze, i numerosi benefit. E non parliamo di spending review
Non è stato uno sfratto laborioso. O meglio, avendo cominciato molto tempo fa a riempire gli scatolini, Giorgio e la signora Clio, non si sono dovuti affannare troppo negli ultimi giorni. E poi sono andati via col sorriso sulle labbra. Anzi. “Sono contento di tornare a casa”.
Giorgio Napolitano alle 10,43 del 14 gennaio ha terminato l’avventura da uomo del Colle. Poi solo una serie di incombenze istituzionali. Prima di lasciare il Colle si è recato, come vuole la prassi, nel Cortile d’onore dove ha ricevuto gli onori militari da un reparto di formazione interforze e gli è stato consegnata una copia dello Stendardo presidenziale dal Comandante del Reggimento Corazzieri alla presenza del Consigliere militare. Successivamente il Presidente e la signora Napolitano, dopo aver preso congedo dal Segretario generale della Presidenza della Repubblica, dai Consiglieri e dai più stretti collaboratori, hanno lasciato in auto il Palazzo del Quirinale per recarsi alla loro residenza privata in vicolo dei Serpenti, nel cuore del rione Monti, dove abiteranno.
Una vita di certo non difficile, basta dare uno sguardo ai numerosi benefit che per legge sono garantiti agli ex capi di Stato e che ci si è ben guardati dal sopprimere con la tanto “strombazzata” spending review. A cominciare dalla scorta che sarà fissa sotto casa e lo seguirà nei suoi spostamenti e ad uno staff personale che potrà avere sino a quindici persone. Basti pensare che solo la segreteria da neo senatore a vita sarà, infatti, formata da almeno dieci persone. Napolitano, poi, avrà a Sant’Ivo alla Sapienza, proprio di fronte a Palazzo Madama, avrà un ufficio di oltre 100 metriquadri dove lavoreranno un capo ufficio, due addetti ai lavori esecutivi, due a quelli ausiliari, tre funzionari generici, e un consigliere diplomatico. Tutti pagati (naturalmente) dal Senato. Inoltre, l’ex Presidente avrà linee telefoniche protette che gli consentiranno di avere un filo diretto sia con il Quirinale sia con il Viminale, canali televisivi in bassa frequenza, collegamenti con agenzie e banche dati riservate”.
Napolitano, poi avrà, un segretario personale, un “addetto alla persona” e un guardarobiere. Più, ovviamente, l’autista personale che lo seguirà in ogni spostamento. Particolare curioso: il benefit dell’auto e dell’autista non spetterà solo a Napolitano, ma anche al figlio primogenito Giulio.
Parliamo di soldi. Napolitano ha rinunciato all’indennità di fine mandato. Quindi niente vitalizio che solitamente si portano a casa gli ex parlamentari. Si limiterà a incassare i circa 15mila euro al mese destinati ai senatori a vita.












tutti i privilegi di cui godrà li ha elencati ieri Il FattoQuotidiano in prima pagina; privilegi faraonici sconosciuti agli ex Capi di Stato di tutto il mondo ( pensate solo a Jmmy Carter, a Bill Clinton e a George W.Bush, tornati a essere comuni cittadini americani…) e ai quali un ex comunista avrebbe il dovere di rinunciare in questo momento di drammatica crisi economica del paese; quanto ai trattamenti economici penso, ma spero di sbagliarmi, che ai 15mila euro al mese di stipendio di senatore vadano aggiunte le pensioni di ex deputato e di ex europarlamentare e penso ai 2.160,000 euro che ha messo da parte nei 9 anni di vita al Quirinale ( 20mila euro al mese, vitto, alloggio, lavatura e stiratura per dirla con Totò).