C’era una volta
Il festival della canzone italiana

di Mino Cucciniello

“Miei cari amici vicini e lontani buonasera”. Con queste parole il 29 gennaio 1951 Nunzio Filogamo, noto presentatore radiofonico di quegli anni, dette il via al primo festival di Sanremo che si svolse nel salone delle feste del Casinò Municipale della città Ligure.

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libretto-del-Festival-di-Sanremo-1951

I cantanti in gara erano Nilla Pizzi, Achille Togliani ed il Duo Fasano. Ognuno di loro interpretava più canzoni, ad ascoltarli un pubblico, seduto intorno a tavolini tipo vecchio cabaret,  più intento a cenare tra l’andirivieni dei camerieri che ad ascoltare i brani in concorso che invece furono seguiti attentamente da milioni di italiani attraverso la radio perché per la TV ci sarebbe dovuto attendere ancora qualche anno.

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Nilla Pizzi

Il primo festival fu vinto dalla canzone “Grazie dei fiori” cantata da Nilla Pizzi che vinse anche l’anno seguente con “Vola colomba”. Per queste due vittorie consecutive la cantante emiliana fu soprannominata la regina della canzone italiana e ben presto Claudio Villa divenne il re per le sue due vittorie nel 55 con “Buongiorno Tristezza” e nel 57 con “Corde della mia chitarra”. Nei primi sette anni di festival le canzoni proposte avevano quasi tutte delle melodie sdolcinate, con altrettanti test, i molti dei quali trattavano ricordi dell’ultimo conflitto.

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Claudio Villa

Dal 1954 al nord Italia in alcune case entrarono i primi televisori, che erano degli enormi scatoloni sui quali generalmente veniva messa un lume per diffondere la luce in modo che  non desse fastidio alle immagini che venivano trasmesse in bianco e nero. Poi dal 1956/57 il segnale dell’unica rete Rai  giunse anche al centro ed al sud pertanto questa “scatola magica” entrò prepotentemente nei salotti di quegli italiani più fortunati che mettevano a disposizione, di parenti e vicini di casa, non ancora possessori della tv, i loro divani, poltrone e sedie. Così tutti insieme dai nonni al gatto di casa con i bambini accovacciati sul tappeto si assisteva al festival.

Questa era l’atmosfera che si respirava nella maggior parte delle case degli italiani in quei lontani anni 50 ancora vissuti con tanti tristi ricordi lasciati dalla guerra confidando in un futuro più roseo e fortunato per i propri figli così quando nel 1958 Domenico Modugno, vincitore della rassegna canora di quell’anno, impugnando le mani ed allargando le braccia iniziò a cantare Nel blu dipinto di blu, conosciuta anche come volare, dette al suo pubblico una maggiore sferzata di entusiasmo e di speranza da poter esaudire nell’immediato.

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Domenico Modugno

Ben presto il cantautore pugliese fu battezzato il Mimmo nazionale che con il suo particolare modo di cantare e con il nuovo ritmo della sua musica mandò in un baleno in soffitta tutte “le mamme, le colombe, gli scarponi, i papaveri e le papere, che avevano dominato nei testi delle canzoni partecipanti ai primi festival. Ormai e finalmente la musica era cambiata come era mutata l’aria nel nostro Paese che si avviava di li a poco a vivere il famoso boom economico. Mister volare (Modugno) vinse anche l’anno successivo con la canzone “Piove”. Ormai sulla ribalta del salone delle feste del casinò gli organizzatori della rassegna canora ai vecchi nomi dei protagonisti dei precedenti festival affiancavano quelli delle nuove generazioni e poiché all’epoca ogni canzone veniva eseguita due volte si decise di affidare la versione più ritmatica ad un giovane mentre quella più tradizionale ad un interprete della vecchia guardia, infatti il festival del 1960 la canzone vincitrice fu “Romantica” cantata da Renato Rascel e dall’esordiente Toni Dallara.

Inutile dire che a vendere più dischi, da poco prodotti in vinile ed a 45 giri, fu la nuova proposta. Sempre per questa edizione del 1960 va ricordato per l’enorme successo ottenuto il cantante Joè Sentieri che cantò Quando vien la sera caratterizzando l’interpretazione con un saltello al finale della sua esecuzione.

 (1.continua)

 

 

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