Mucca Capitale

di Franco Meda

Dalla Lupa alla Mucca. Povera Roma. E’ la filosofia del mondo di mezzo, la dolce vita del terzo millennio, soldi e politica, le nuove mani sulla città che avevano la faccia delle cooperative e delle istituzioni, una ramificazione capillare, un intreccio infernale, mortale.

mucca_capitolinaC’era una volta la banda della Magliana, ricordate quella feroce holding politico-criminale, in stretti rapporti con mafia, camorra e n’drangheta ma anche con esponenti del mondo della politica ed alcuni ambienti dell’estrema destra eversiva che spadroneggiava in una Roma ed un Paese attraversati, segnati dagli anni di piombo, il sangue, la violenza?

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Beh, Mafia Capitale è la versione Magliana 2.0, meno cruenta, meno sangue, meno coca, molti più affari, colletti bianchi, gestione, legami politici e istituzionali. Un grande abbraccio criminale che avvolgeva più o meno tutti da destra a sinistra, dal Comune alla Regione, e colletti bianchi, perché nella Repubblica dei mandarini vai avanti solo se riesci a coniugare al meglio i rapporti con la burocrazia, perché come diceva ai suoi complici Salvatore Buzzi, presidente della storica e potente cooperativa 29 giugno. “La mucca deve essere continuativamente foraggiata per poter essere continuativamente munta”.

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Salvatore Buzzi, la mente

E per spiegare al meglio questa filosofia del denaro che si deve far girare, per guadagnare sempre più denaro,riportiamo il testo di una telefonata fra Buzzi e Figurelli (all’epoca nella segretaria del presidente del consiglio comunale di Roma Corazzi).

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Buzzi, mafia Capitale

Buzzi: “Ahò ma, scusa ma lo sai… la sai la metafora?” Figurelli: “Eh…”.  Buzzi: “La mucca deve mangiare”. Figurelli: “Ahò, questa metafora io glielo dico sempre al mio amico, mi dice: ‘non mi rompere, perché se questa è la metafora lui ha già, già fatto, quindi non mi rompere’…”.  Buzzi: “Ma… fai fa… fagli un elenco…”  Figurelli: “Salvatò…” Buzzi: “Fagli un elenco della mangiatoia”. Figurelli: “Salvatò, te voglio be… già me rompe… dice: ‘E’ possibile che Salvatore a noi ce risponde così?’, ho detto: ‘Ahò, che te devo di’, gli ho detto, ‘questa è la metafora che me dà il cammello e della cosa… quindi che te devo fà?’” Buzzi: “Sì, ma io investo su di te, lo sai che investo su di te”. Figurelli “Eh, meno male”. Buzzi: “Ahò, però diglielo: ‘guarda che ha detto Buzzi che qui la mucca l’avemo munta tanto…”

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Lo spettacolare arresto di Carminati

Ma torniamo a Mafia Capitale. Dopo il primo blitz (come dimenticare la spettacolare scena da fiction con la Smart di Carminati bloccata in una stradina di campagna dalle auto della polizia?) dello scorso dicembre siamo arrivati alla seconda grande ondata di arresti e manette, maxi operazione scattata appena si sono chiuse le urne per non “influenzare” il voto.

m1-img20141205865812 Il secondo capitolo di Mafia Capitale è scattato all’alba una maxi operazione dei Ros legata al secondo capitolo dell’inchiesta denominata “Mondo di mezzo”. I militari all’opera nelle province di  Roma, Rieti, Frosinone, L’Aquila, Catania ed Enna dove sono in corso di esecuzione 44 arresti (ci sono nomi noti come l’ex consigliere regionale Luca Gramazio, l’ex presidente del Consiglio Comunale Mirko Coratti, l’ex assessore della giunta Marino, Daniele Ozzimo, i consiglieri comunali Giordano Tredicine, Massimo Caprari e l’ex presidente del Municipio di Ostia, Andrea Tassone) per associazione per delinquere ed altri reati. Ventuno gli indagati a piede libero.

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Il grande affare è il business legato ai flussi migratori e alla gestione dei campi di accoglienza per migranti. Nell’ordinanza di custodia cautelare, emessa su richiesta della procura distrettuale Antimafia di Roma, vengono ipotizzati a vario titolo i reati di associazione di tipo mafioso, corruzione, turbativa d’asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori ed altro. Secondo gli investigatori, gli accertamenti successivi alla prima tornata di arresti che portò in carcere Massimo Carminati e Salvatori Buzzi,considerati comunque i vertici dell’organizzazione, hanno confermato ”l’esistenza di una struttura mafiosa operante nella Capitale, cerniera tra ambiti criminali ed esponenti degli ambienti politici, amministrativi ed imprenditoriali locali”.

 

 

 

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