di Eduardo Palumbo
Altro che Padania, macroregioni, secessione e Roma ladrona, siamo sempre a Pontida (là dove il 7 aprile 1167 si tenne lo storico giuramento dei comuni che formavano la Lega Lombarda) ma questa volta lo sguardo del popolo delle camicie verdi guarda lontano, molto lontano.
E’ la Lega di Matteo Salvini, Capitano Teo come lo chiamavano negli anni della contestazione giovanile, l’urlo dei tre no (no euro, no clandestini, no tasse) che si sta rapidamente sempre più consolidando, grazie alle sofferenze che soffocano da una parte all’altra tutta tutto il Paese. E’ la lega dell’Oltrepò che vuole essere partito nazionale, perché la partita non si gioca più soltanto al Nord ma su tutto il Paese.
Lo slogan di quest’anno è “Siamo qui per vincere” e il simbolo della giornata è la ruspa. “Quella ruspa che fa giustizia di tanti errori, e che serve per far ripartire il lavoro. La ruspa che dobbiamo usare per Renzi per salvare l’Italia “. Salvini vuole riuscire là dove fallirono Bossi e Maroni, sfondare a Sud, riportare una speranza, rilanciare il centro destra. Ed è per questo che il Capitano Teo da tempo tesse una ragnatela di alleanze con piccoli partiti, movimenti locali, organizzazioni, liste e associazioni: un cocktail populista e popolare, coagulato da un forte sentimento di difesa della sovranità popolare e da una crescente insofferenza nei confronti dell’Europa.
E’ la prima Pontida con militanti ed eletti del Sud nelle liste “Noi con Salvini”, la prima dove i meridionali non saranno più il bersaglio dei Giovani Padani ma militanti come gli altri: il nuovo popolo verde, la continuazione delle prove generali cominciate con la manifestazione di febbraio a Roma di piazza del Popolo. Dopo la Lega del Senatur e dopo quella di Maroni, delle scope e dei Barbari sognanti, è ora in tutto e per tutto la Lega di Matteo Salvini. “Noi non archiviamo nessuno e non pugnaliamo nessuno. Siamo riconoscenti nei confronti di chi ci ha portati fin qua, a differenza di Renzi che se ne fotte di tutto e di tutti”.
Il modello di società che propugna la Lega è chiaro, semplice, senza ambiguità. Al centro del discorso la famiglia, le adozioni, il lavoro e la sicurezza. “Ognuno vive la sua affettività e il concetto di famiglia come vuole ma il matrimonio si fa tra uomo e donna e i bimbi vengono adottati dal papà. E se dalle parti del Pd qualcuno dice che parlare di figli è un concetto medievale io dico “meglio il medioevo” che la barbarie che l’Europa ci vorrebbe imporre. Io invidio gli inglesi, gli ungheresi, i russi per i premier che hanno. Io vorrei un premier come Putin…”
Salvini lancia la grande sfida. “L’anno scorso eravamo qui per ricostruire e ripartire, quest’anno siamo ripartiti e siamo qui per vincere. Abbiamo le idee chiare -ha aggiunto- e gli uomini giusti e quindi vogliamo prendere un voto in più di Renzi, andare al governo e cambiare le cose. La scelta della Lega è una scelta di normalità – sottolinea Salvini . Noi non proponiamo cose irrealizzabili e non compriamo i voti con 80 euro. Noi vogliamo il vero cambiamento dell’Europa perché questa Unione Europea è un covo di criminali che vogliono ammazzare le nostre identità e le diversità. E faccio una promessa. Una volta al governo non dirò più vaffanculo”.














