Dalla Cina con terrore

di Ettore Lupo

 Da quando Pechino ha svalutato lo yuan si sono persi più di 5mila miliardi di dollari di capitalizzazione azionaria in giro per il mondo. Si torna a tremare, soprattutto in Europa che ha vissuto la giornata peggiore degli ultimi quattro anni. L’Europa ha vissuto la sua peggior seduta borsistica dal 2011. L’indice Dj Stoxx Europe 600 è affondato del 5,3. Londra ha perso il 4,6 per cento; Parigi il 5,4; Francoforte il 5,2; Madrid il 4,8 e Milano il 4,7 : una strage. L’avvio pesantissimo di Wall Street (-6 per cento) ha ampliato ancora di più il crollo: Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha ceduto oltre il 7 per cento. E’ “panic-selling”, la paura di una brusca e duratura frenata dell’economia cinese ha scatenato il panico. C’è puzza di Lehman Brothers, spunta l’incubo di una nuova Grande Peste.

APTOPIX China Financial Markets

Era notte fonda in Europa quando è deflagrata la bomba dello Shanghai Composite Index, un altro crollo, uno dei peggiori da quando gli equilibri del mercato azionario cinese sono saltati nello scorso mese di giugno: l’indice è caduto fino all’8,5 per cento, per poi chiudere in territorio negativo del 7,3. In una sola maledetta notte tutti i guadagni delle borse cinesi per il 2015 sono stati cancellati e dal momento in cui gli indici di Shanghai sono iniziati a precipitare l’effetto a cerchi concentrici si è avvertito in tutta l’Asia e, naturalmente, in Europa…

cina-crollo-borsa-pechino-ansa-ap

index

Il Presidente cinese Xi Jinping

E’ stato un fulmine a ciel sereno: si era diffusa l’impressione che le autorità di Pechino sarebbero in qualche modo intervenute ancora una volta per cercare di sostenere i listini, come, del resto, avevano fatto nelle scorse settimane quando il governo aveva imposto alle banche controllate dallo Stato di spendere l’equivalente di ben oltre cento miliardi di dollari per cercare di arrestare la caduta dei corsi azionari.

crollo-borsa-cinaMa questa volta Xi Jijping non ci ha messo la mano. Il governo di Pechino ha scelto la strada del mercato che dovrà, da solo, trovare un suo equilibrio. Un equilibrio, inutile sottolinearlo, al ribasso. Non è escluso che i prossimi giorni porteranno però altre forti correzioni al ribasso, il dato incontrovertibile è che in Cina l’economia e la redditività delle imprese è in evidente frenata anche se la Commissione nazionale per lo sviluppo e le riforme (Ndrc), la principale agenzia per la pianificazione economica della Cina, ha confermato comunque i target di crescita per il 2015 e quindi anche l’obiettivo di una crescita del Pil del 7 per cento quest’anno, nonostante le “crescenti pressioni al ribasso”. Un bluff, che molti sono andati però, sino ad ora, a vedere. Vendendo azioni su azioni.

3fcc4122-35e9-11e3-94a7-1378f03bd3e7_syd-64cw79gaggg1m1bw8lgp--646x363

Nader Naeimi

Secondo l’analista Nader Naeimi “probabilmente le cose peggioreranno prima di migliorare”, il che è davvero un presagio tremendo visto che si è già scatenato il panico.  “Servirebbero degli aiuti monetari più forti in Cina e una maggiore chiarezza circa la Fed”. Il riferimento è alle decisioni della Banca centrale Usa, che potrebbe evitare il rialzo dei tassi d’interesse – pronosticato per settembre – visto il clima globale d’incertezza. Proprio il non sapere cosa accadrà del costo del denaro negli Usa aggiunge tensione agli investitori, che più d’ogni cosa non apprezzano non poter avere le idee chiare su quello che succederà.

20150727_video_10060830_largeA Milano undici titoli sui 40 del Ftse Mib sono entrati in asta di volatilità e sono perciò sono stati sospesi per eccesso di variazione tra i contratti.  La peggiore tra i titoli sospesi è Yoox (-7,3 per cento). Le altre sono state Mps, Tenaris, Mediaset, Azimut, Autogrill, Ferragamo, Enel, Enel Green Power, Intesa Sanpaolo. I titoli bancari hanno pagato l’impennata dello spread, salito fino a 135 punti e poi riportatosi sotto i 130.

Warren_Buffett_KU_Visit

Warren Buffett

Quattrocento degli uomini più ricchi del mondo, inclusi nell’indice Bloomberg,   nella scorsa settimana hanno perso 182 miliardi (161 miliardi di euro a seguito della bolla cinese. Warren Buffett, il  terzo uomo più ricco del mondo, l’oracolo degli investitori,  è colui che ha subito la perdita in dollari più pesante a causa dello scivolone del 5 per cento della sua società, la holding Berkshire Hathaway.  La svalutazione dello yuan e la caduta dei mercati, ha toccato da vicino anche gli imprenditori del made in Italy. In particolare tre fra i più ricchi: il patron di Luxottica, Leonardo Del Vecchio, Giovanni Ferrero che guida il colosso della Nutella e Stefano Pessina, a capo della multinazionale di cosmetica e farmaceutica Alliance Boots.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CondividiShare on Facebook0Tweet about this on TwitterPin on Pinterest0Share on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altri post dello stesso Autore