di Ernesto Santovito
Cercava, voleva, desiderava, inseguiva il suo primo gol in trasferta. E l’ha realizzato con forza, prepotenza, straripante senso del gol e della posizione, andando incontro al pallone, bruciando sullo scatto il diretto avversario, calciando senza vedere la porta, così come possono solo i grandi, grandissimi campioni.
Un impatto perfetto, un sinistro devastante, una bomba che è passata sopra la testa di Bizzarri, non del tutto incolpevole, il pallone soltanto sfiorato, un missile. Una prodezza esaltante, entusiasmante. Standing ovation. Ci aveva tentato anche nel primo tempo El Pipita, ma per due volte il palo gli aveva vietato la gioia del gol. Prima con uno scambio Hamsik e destro improvviso che Bizzarri riusciva a sfiorare deviando sul palo e poi in angolo e una seconda volta con un rasoterra velenoso, un diagonale, teso molto angolato: palo interno a portiere battuto, un colpo da biliardo col pallone che attraversava beffardo tutta la linea di porta…
Chievo è campo che piace ad Higuain, qui ha segnato il suo primo gol dell’avventura italiana ma che piace meno al Napoli che ha sempre sofferto da queste parti, una sfida senza mezze misure o si vince o si perde, visto che in otto sfide quattro sono state le vittorie clivensi e quattro quelle degli azzurri che si sono aggiudicati però i tre punti nelle ultime tre stagioni.
Trenta gol in dodici partite, tre vittorie di fila in Europa League, imbattuto dalla seconda di campionato, sommerse di gol Lazio, Milan, Bruges, Midtjylland, battute Juventus e Fiorentina, il Napoli di Sarri ha agganciato l’Inter, la Fiorentina e la Lazio al secondo posto in classifica alle spalle della sola Roma. Abbandonato il sogno del trequartista il Napoli sembra aver trovato la formula magica. Anche la difesa messa spesso, giustamente, sotto accusa è più equilibrata, attenta, granitica. Piano piano il napoli di Sarri sta diventando una vera squadra, dove tutti si aiutano e si sacrificano
A Verona ha lottato, sofferto, combattuto e, nel momento cruciale della partita, è stato anche fortunato. Nel finale un evidente fallo di mano di Higuain con braccio molto lontano dal corpo non rilevato dal signor Massa. La solita discussione della volontarietà o meno porterebbe lontano. Una regola assurda che lascia un discutibile spazio interpretativo. Il Chievo ha protestato in modo veemente, Maran si è fatto addirittura espellere. Ma il Napoli ha meritato alla fine la vittoria. Certo una grossa mano l’ha data Higuian…










