di Giovanni Pasàn
Prefetto o scherzetto, qua sembra un Hallowen continuo, le streghe son tornate, le oche se ne sono andate, Roma volta pagine e tutti tirano un sospiro di sollievo, ancora deve cominciare il processo di Mafia Capitale e pare che si faccia la corsa a dimenticarlo, cacciato a calci Marino, il Forrest Gump della politica, il marziano a Roma, ora è tutto a posto.
Baci e abbracci, torna il sorriso nel volto del Pd romano, Renzi ha deciso che Cantone ha sempre ragione, l’Expo è la stella cometa (si sognano file di pellegrini della Misericordia) ed allora via libera al modello Milano, una balla colossale, ma non fa niente, la sinistra a Roma è terremotata, meglio “prelevare” Francesco Paolo Tronca e da Milano l’ha trasferito nella Capitale, da prefetto a “re di Roma”, ecco il commissario magico che dovrà accompagnare per mano la Capitale verso il Giubileo. Cattolico e il Papa non ce l’ha con lui. Che chiedere di più? Tronca, il tronchetto della felicità.
Noi, siamo fatti così, del resto. Ora facciamo il Dream Team, due o tre amici al posto giusto e farà tutto il Premier in prima persona, dopo la badante, Roma avrà il sindaco ombra. Le urne fanno paura e le amministrative sono alle porte. “Più che in Dio, l’italiano crede nei miracoli” ha scritto Roberto Gervaso: come dargli torto?
Il Regno dei due siciliani: prima Pignatone poi Tronca, sembra che il destino e la storia abbia affidato a loro il recupero della vecchia malandata Capitale mangia soldi e mangia dignità, dove non si è capaci di fare un bando che sia regolare, dove fallivano gli appalti per comprare gli autobus, dove la munnezza per essere trattata viene trasportata al Nord al prezzo di 120 euro a tonnellata (se fosse trattata nel Lazio verrebbe a costare un terzo), dove la metropolitana cade a pezzi, dove non c’è strada senza buche, dove le case popolari sono vuote (se non occupate illegalmente) perché mancano le graduatorie, dove il conflitto sociale è un costante pericolo, dove nonostante tutti i riflettori di Mafia Capitale il primo appalto del Giubileo ha visto tre arresti.
Ma soprattutto dove ormai la relazione della commissione prefettizia che voleva sciogliere il Comune di Roma per infiltrazioni mafiose non è più segreta. Ormai non c’è più niente da nascondere, non c’è più giunta del Pd da difendere: il prefetto della Capitale Franco Gabrielli ha firmato l’atto di desecretazione del documento che comprende anche la lista dei 101 tra dirigenti, funzionari e politici dell’amministrazione capitolina “attenzionati” perché entrati in contatto con la presunta associazione mafiosa Buzzi–Carminati, il compromesso storico del malaffare. I nomi di questa ennesima “lista italiana” sono pubblici, una sorta di piccolo grande terremoto che vede coinvolti, politici dirigenti, segretari particolari piccoli e grandi portaborse. Nuovo materiale per il procuratore Giuseppe Pignatone metterà a disposizione nel primo troncone del processo su Mafia Capitale che inizierà giovedì con 46 imputati .
Alzate le mani in segno di resa il Pd romano che negli ultimi 28 mesi ha appoggiato, sostenuto, difeso con orgoglio il sindaco Marino sino al punto di confezionargli una bella giunta monocolore con due senatori-assessori in posti chiave dell’amministrazione dopo che la sua giunta che in 28 mesi ha visto cambiare ben 20 assessori tra arrestati, dimessi, cacciati, un via vai degno di un grande albergo, la politica ora si affida ancora una volta ai tecnici, tanto per cambiare. Pochi, nominati e fidati. Il metodo Renzi, insomma.










