di Emiddio Novi
La setta turbofinanziaria sta implodendo come la setta comunista negli anni 80. Ai contemporanei gli eventi epocali che cambiano il corso della storia sfuggono nel loro significato e nel loro immenso spessore
Ci sembra del tutto naturale che due candidati populisti come Donald Trump e il democratico-socialista Bernie Sanders stiano mobilitando l’opinione pubblica su temi e accenti che negli anni ’30 costarono la vita al governatore della Louisiana Long, accusato di fascismo dai giornali liberal.
I giornali che anche stavolta non limitano la loro opposizione al repubblicano Trump, ma sono scatenati anche contro Sanders, accusato di lesa maestà verso Hillary Clinton.
Ci sembra altrettanto naturale che la Russia di Putin dopo un anno di sanzioni e di assedio occidentale sia diventata protagonista della politica mondiale fino al punto di sputtanare il doppio gioco di Obama, nemico a parole e protettore nei fatti dello Stato Islamico.
Come non ci stupisce la parabola della Merkell, travolta da un milione di immigrati che si accompagna col francese Holland travolto a sua volta dal Fronte nazionale, primo partito di Francia.
Per non parlare del Papa che va a Cuba per incontrare il Patriarca Kirill di Mosca e riscopre l’ecumenismo dei martiri cristiani e del sangue, lui che fino a qualche mese fa ignorava le stragi di cattolici nel mondo e riteneva il cristianesimo della Chiesa ortodossa russa un testimonianza residuale del passato, troppo conservatrice, dogmatica e putiniana. E questo mentre i cattolici in Occidente chiudono le chiese e in Russia in 10 anni sono state aperte 32000 parrocchie.
In Italia le Chiese si chiudono e si vendono per farne ristoranti, teatri, circoli culturali. In un contesto politico che vede il potere senza volto della turbofinanza atterrito dalle insorgenze populiste che lo minacciano, s’avanza l’ombra di una nuova recessione che indebolisce il dollaro e mette in crisi l’Europa. La verità è che la setta turbofinanziaria è stretta d’assedio dall’opposizione populista e dalla sua voracità che l’ha portata a impossessarsi di tutta la quantità di moneta resa disponibile dalle politiche di quantitative leasing. I soldi in più stampati dalle banche centrali non sono finiti a imprese e famiglie, ma nei casinò della speculazione finanziaria.
A questo punto si sono fermati gli investimenti delle imprese, la spesa pubblica degli Stati, e dei consumatori impoveriti ai bassi salari e dalla disoccupazione. Alla fine l’opposizione populista si sta sommando alla crisi economica come avvenne 30 anni fa nei sistemi comunisti. E cosi la setta turbocapitalista si avvia a implodere come quella comunista nel 1999.











