di Milena Miranda
Mentre la rete civica “per Napoli”, che aveva presentato ricorso contro la decisione che vedeva escluso Ranieri dalle primarie del Pd, vede rigettato il ricorso e le primarie a Napoli se le “giocano” Bassolino, Valente, Sarracino e Marfella, l’interrogativo ricorrente è: ma a Napoli i cinesi potranno votare come è successo a Milano ? Ma non solo. E potranno votare i sedicenni?
Andiamo per ordine. La complessa macchina organizzativa per le primarie, che sono sempre perfettibili si è mossa da mesi e l’organismo provinciale da cui dipendono dette primarie ha prima di ogni cosa costituito un Comitato organizzatore provinciale delle primarie.
Il Comitato organizzatore (articolo 2 Regolamento)che sovrintende allo svolgimento dei lavori, verifica il corretto svolgimento delle operazioni, predispone la modulistica per la raccolta delle firme, accerta i requisiti di ammissione delle candidature e la regolarità delle firme raccolte; fino ad ufficializzare la lista dei candidati ammessi e non ammessi: Lista resa pubblica mediante affissione presso le sedi dei partiti della coalizione e sui siti web degli stessi.
L’elettorato passivo è stato determinato in base alle regole presenti agli articoli 3 e 4 del Regolamento. Le firme a sostegno della candidatura di iscritti al Pd doveva essere sottoscritta da un numero di componenti l’assemblea metropolitana variabile da un minimo del 35 a un massimo del 40 per cento del totale; oppure tale candidatura doveva essere sottoscritta da un numero di iscritti al Pd, residenti ed elettori nella città di Napoli. Iscritti che potevano sottoscrivere la candidatura solo se tesserati 2014, visto che il tesseramento del 2015 è terminato il 31 gennaio del 2016.
In base a queste regole i tre candidati Pd sono Bassolino, Valente e Sarracino e il candidato “di coalizione” è Marfella.
Ma veniamo ora ai cinesi e occupiamoci, quindi, dell’elettorato attivo, ovvero di chi potrà votare. Una vicenda spinosa, visto che nel 2011 i voti cinesi fecero esplodere un caso che portò all’annullamento delle primarie, una maledizione per il Pd A Milano il cognome Hu è il cognome più diffuso dopo Rossi e gli stranieri che hanno votato (stranieri, non necessariamente cinesi) erano poco più del 3 per cento (60.000 votanti circa). Si è tanto parlato di cinesi, ma è evidente, che Sala ha vinto le primarie più per le divisioni interne alla giunta uscente (Balzani/Majorino) che non per gli stranieri.
Ma veniamo a Napoli. I cinesi in larga parte a Napoli non potranno votare. E non per una forma di discriminazione cinesi milanesi – cinesi napoletani, ma perché sono davvero pochi i cinesi residenti a Napoli, o che comunque abbiano la documentazione occorrente.
L’articolo 7 del Regolamento che disciplina le Primarie indica nell’elettorato attivo ”tutti i cittadini, iscritti nell’anagrafe elettorale del Comune di Napoli, che dichiarino di riconoscere nella proposta politica della coalizione e accettino di essere registrate nell’Albo pubblico delle elettrici e degli elettori”. Ed ancora ”hanno diritto al voto anche le persone che alla data delle primarie abbiano compiuto il sedicesimo anno di età nonché tutti i cittadini dell’Unione Europea residenti nel territorio comunale, ovvero i cittadini di altri Paesi in possesso della Carta di soggiorno”….
Quindi alle urne presumibilmente pochi stranieri e quasi certamente pochissimi cinesi anche se Napoli è una città dove l’integrazione è fra le più alte e dove in un chilometro quadrato spesso vivono più razze che non nell’intero Paese.
Comunque ora manca meno di un mese per il voto. E sarà una campagna elettorale intensa, difficile. Sicuramente molto combattuta. Voteranno pochi cinesi, ma molti sedicenni. E’ importante riavvicinare i nostri giovani alla politica se non proprio agli ideali. E lo è ancora di più a Napoli, dove la devianza giovanile è enorme. Più impegno, più responsabilità, più coscienza civile. Questa è la strada seguire.











