di Adolfo Mollichelli
Bologna la dotta, la squadra guidata da Donadoni, aveva spianato la strada al Napoli per il controsorpasso. Niente da fare, il Milan conquista un punto al San Paolo, impresa riuscita soltanto a Sampdoria e Roma, e la Juve resta su di un punticino
Gli azzurri non sanno più vincere. Dopo le due sconfitte contro Juve e Villareal ci si attendeva il botto, il ritorno al successo. Resta il rammarico per il palo colpito da Mertens e per le numerose azioni da gol prodotte nel primo tempo. Quando il Pipita non segna non si vince, questa l’amara constatazione.
Era stata presentata come la sfida tra leoni d’area: Higuain e Bacca. Hanno deluso entrambi, di più il colombiano che quando militava nel Siviglia giocava da crack. Spunta invece il “cartello” di un altro colombiano: Zapata che con Alex ha eretto un muro al centro del castello rossonero.
Si sarebbe potuto riscrivere un capitolo donchisciottesco con Donnarumma, che è di Castellammare, nella parte del cavaliere dalla triste figura e con Insigne, che è di Frattamaggiore, nelle vesti di Sancho Panza. Uno altissimo e filiforme, l’altro tarchiatello e gordito. Con lo scudiero che gabba il suo cavaliere. Se quel tiro deviato da Abate e finito nell’angolino fosse rimasto unico.
E invece la trama si complica e vien fuori la rasoiata del samurai Honda che Koulibaly devierà di testa per la gioia di Bonaventura. Il calcio è strano perciò affascina. Koulibaly sempre impeccabile si porta sulle spalle larghe la leggerezza nell’affrontare Zaza e questa deviazione jellata.
C’era un altro campano in campo che è stato tra i migliori in assoluto ma vestiva il verde scuro giallo nel quale era difficile individuare il rossonero: Abate il saticolino, nativo di Sant’Agata dei Goti. Ne prenda atto il ct Conte.
Sul binario di sinistra ha giganteggiato Ghoulam tra i migliori del Napoli insieme
con Jorginho guardato a distanza da Montolivo che dalla madre tedesca
ha avuto in dono serietà e concentrazione nel lavoro. Hamsik, braccato dal connazionale Kucka, non ha brillato. Allan ha lottato more solito ma non mi pare che sia in palla come ad inizio campionato.
Finale alla garibaldina con Gabbiadini accanto ad Higuain e pure El Kaddouri con Mertens. Erano usciti Allan, Callejon e Insigne. Un disperato quattro-due-quattro che non ha sortito l’effetto sperato. E grazie a Niang per il gol mangiato. Sarri è stato espulso come contro il Torino. Per una sterile protesta.
Ora c’è il Villareal, un gol da recuperare senza prenderne però. Sempre che non si decida di lasciare la via europea per quella italiana.











