di Emiddio Novi
La destra populista ha vinto la guerra delle parole e delle idee. Ma non lo sa. Non se ne è resa conto. Dopo decenni di egemonia della sinistra sembrava impossibile una svolta del genere. Eppure c’è stata. E’ arrivata. Improvvisa, inaspettata, repentina. Si è abbattuta implacabile sul politicamente corretto e lo ha spazzato via, questo bonton mistificante e bugiardo
Se ne sono accorti anche quelli della sinistra. Ezio Mauro su Repubblica ci ha scritto due pagine per concludere che non c’è più la religione del politicamente corretto. Che ormai l’opinione pubblica è uscita dal carcere delle idee e del linguaggio. Si è impadronita per prima cosa delle parole e quindi del suo modo di rationare. Per i greci logos designava tanto la parola, quanto il ragionamento.
La rivolta populista sta radendo al suolo il linguaggio mondialista del politicamente corretto e lo sostituisce con quello dei suoi padri. Che sarà autentico anche se brutale, identitario anche se molteplice, rispettoso di tradizioni, culture e popoli diversi per storia, appartenenza, religione. Non imposto da una cultura estranea e colonizzatrice.
E’ la rivolta del logos, del rifiuto della lingua globale dettata dal mondialismo turbofinanziario. Un progetto di dominio globale. Che voleva sostituire ai popoli le moltitudini che avevano rinunciato persino alla loro lingua. E lo avevano fatto a favore di una neolingua anglosassone, che oltre alle parole aveva sostituito il loro modo di pensare.
La demoniaca avidità del capitalismo finanziario, la menzogna mondialista, il neoschiavismo globalizzatore, l’ esproprio di identità, status e redditi di intere classi sociali come l’isterilirsi demografico dei Paesi occidentali hanno all’improvviso risvegliato I popoli dal torpore dell’egemonia del politicamente corretto.
La sinistra che di questo sistema era la custode indiscussa è stata spazzata via in pochi mesi. E dove è riuscita a salvarsi lo ha fatto rinunciando alla propria cultura e alle sue parole d’ordine saccheggiando il linguaggio e le idee dei nazionalpopulisti. E’ il caso dei greci di Siriza e degli spagnoli di Podemos. O degli americani di Occupy Wall Street. Una mistificazione, un inganno. Poi all’improvviso irrompe un Trump qualsiasi e con tutti contro, compreso il suo partito, suona il corno della rivolta populista e milioni di americani lo seguono.







