di Ernesto Santovito
Questa sì che era vita: girare, fermarsi e poi proseguire , sempre seguendo il nastro bianco che si snodava lungo la costa sinuosa, liberandosi di ogni tensione, una sigaretta dopo l’altra, e cercando invano delle risposte nell’enigmatico cielo del deserto. Jhon Fante, il narratore più maledetto d’America, quello di Chiedilo alla polvere, raccontano i bene informati è uno degli scrittori preferiti di Maurizio Sarri, il profeta con la tuta
E così sigaretta dopo sigaretta, liberandosi di ogni tensione, l’allenatore venuto dal nulla ha vissuto la sua prima stagione da protagonista, cercando le sue risposte nell’enigmatico cielo del Vesuvio. Annata esaltante, divertente, anche spettacolare. Ma bacheca vuota, meglio dirlo subito. Le tre competizioni sono state abbandonate a traguardo lontano, anche se il campionato formalmente ancora non è finito. Ma torniamo a Sarri che le cose migliori le ha dette, per la verità, quando è stato zitto. Sino ad ora espulso ben quattro volte, il profeta ha emesso i suoi oracoli nel nome di Eupalla, ma non oso pensare come avrebbe commentato Gianni Brera… Sarchiaponate. Anche il web si è scatenato, mettendo in rete il Vangelo degli alibi di Sarri. Uno che non dice quasi mai “ho sbagliato“. Lo disse solo quando diede del frocio a Mancini, Ma solo dopo una lunga serie di “non so, non ricordo, può darsi..” balbettati davanti ai microfoni delle televisioni.
1) “I palloni invernali ci danneggiano”. Si, il Napoli per Sarri ha dovuto superare un ostacolo in più nel suo campionato, il pallone. Anche il colore non andava bene. “Se prima toccavamo una volta per controllarlo, ora servono almeno due se non tre tocchi. I risultati sono sconfortanti. Questo pallone ci fa sbagliare di più”. Inutile dire che la Nike ha confermato che i due palloni (inverno e estate) sono identici cambiano solo i colori per le luci dei riflettori.
2) “La Juve è di un’altra categoria, alla lunga il fatturato pesa”. Questa analisi del calcio che passa per la cassa, guarda caso la si rispolvera soltanto quando conviene. QUando si rovescia la posizione si sorvola.
Il Napoli oltre che con la Juve ha perso anche contro Bologna, Udinese e Sassuolo. Come la mettiamo? Per non parlare dei pareggi con Carpi, Empoli, Genoa, Samp (poi ci sono quelli con Roma, Milan e Fiorentina) tutti i club notevolmente più “poveri”.
3) “Giocare sempre dopo la Juventus è un enorme svantaggio”. E così il tecnico azzurro, e con lui alcuni pensatori di calcio, è arrivato a sostenere che il giocare sapendo il risultato del diretto avversario è uno svantaggio. Proprio il contrario del concetto della contemporaneità delle partite in vigore nelle ultime due giornate di campionato. Sarri ha parlato “di illogica pressione psicologica” e di altre genialità del genere.
4) “Una partita alle 12,30 è innaturale. Una bestemmia. Per il Napoli è uno svantaggio” Il tecnico azzurro dovrebbe sapere che le partite alle 12,30 sin dalla prossima stagione probabilmente raddoppieranno per esigenze televisive. Le partite di mezzogiorno vanno in diretta in prima serata in Asia, un mercato in grande espansione.
Qual è il problema del Napoli nel mondo di mezzo della mattinata? la sindrome della bistecca al posto del cornetto? Ancora non hanno capito che cosa devono mangiare i calciatori (ma avranno un nutrizionista…) o una questione di sveglia anticipata? Siamo nel grottesco…
5) “Le soste per le partite della Nazione ci danneggiano” La tesi è ardua, soprattutto se si fanno due conti fra i giocatori impegnati in nazionale. Sarri sostiene che giocatori come Jorginho sono svantaggiato per la pressione psicologica della maglia azzurra rispetto ad altri che possono vantare 70-80 presenze in nazionale. Ma gestire meglio la sosta, i calciatori a disposizione? “È impossibile farlo meglio, abbiamo molti giocatori sudamericani che magari fanno un solo allenamento con noi dopo essersi fatti decine di ore in aereo. Sono tutte difficoltà enormi che noi stiamo pagando più di altre squadre…”
6) “Sarò uno degli ultimi romantici del calcio ma il mercato l’abolirei” Chissà forse per questo il Napoli a gennaio invece di rafforzarsi per davvero ha preso Grassi e Regini, minuti giocati zero. Ed è per questo che il suo Napoli è sempre lo stesso, non ama far ruotare giocatori.
Il Napoli è ultimo nella particolare classifica per numero di calciatori che hanno superato gli 800 minuti giocati. Sentite il procuratore di Kalidou Koulibaly che a Udine è stato uno dei peggiori in campo. Ha detto Bruno Satin “Koulibaly aveva avvisato delle sue non perfette condizioni, si aspettava di non giocare che Sarri facesse turn over con alcuni dei giocatori che tornavano dalle nazionali…” Ma il profeta preferisce non cambiare.







