di Ernesto Santovito
Doccia fredda per Benitez. Un segno del destino. Aveva cominciato Jhon Terry, “nominando” il tecnico azzurro per la doccia gelata nella campagna anti sla. Un’altra doccia fredda l’ha affibbiata dopo 40 minuti Muniain un tipetto che col pallone ci sa fare.
Il Napoli ha due facce, un solo cuore. Si , ma questa è la Champions League è bisogna andar dentro di muscoli e di tecnica, anche se siamo ancora in piena estate e manca il ritmo campionato.
Finisce 1-1 e Benitez farà bene a ringraziare Higuain che ha letteralmente inventato il gol del pareggio. Sarà dura a Bilbao, dove nessuna squadra italiana nelle Coppe europee e mai riuscita a vincere. Si, è vero, al Napoli basterebbe anche un pari dal 2 a 2 in su, ma sarà di certo una nottata difficile quella in terra basca.
Il Napoli questo preliminare poteva vincerlo, grazie ad un secondo tempo, incendiato dalla prodezza del Pipita e dai guizzi di Martens, imprendibile, a volte inarrestabile, entrato nella ripresa al posto di Insigne.
Ecco Insigne: esce e in cinquantamila fischiano. Il piccolo Leonardo con la mano fa cenno come per dire continuate, continuate…” arriva alla panchina si toglie la maglia e la getta via. E’ tutto sconcertante. Il tifo azzurro, quello che viene propagandato più del dovuto, esplode contro l’unico napoletano in campo, colpevole di chissà quale infamia. Sia chiaro: non è che Insigne abbia giocato bene, si sia distinto per lucidità e fantasia. Ma da questo a fischiarlo in quel modo ce ne vuole. In un Napoli balbettante ed incerto il povero Insigne non ha fatto granché, ma come gran parte dei suoi compagni di squadra.
Una cosa ,comunque, va detta anche al giocatore formato tascabile. Non abbandonarsi a gesti plateali quando esce dal terreno di gioco (e c’era Conte sugli spalti per lui…). Questo è il secondo “incidente” fra Insigne ed i tifosi. Il primo è successo alla presentazione della squadra in ritiro quando ha avuto un battibecco con i tifosi.
E che dire allora della faccia nuova, questo Miguel Pérez Cuesta, si, insomma, Michu come si fa chiamare, che col pallone sul piede a dieci metri dalla porta tutto solo, invece di calciare in porta, si è inventato un passaggio laterale, roba da non credere… E non chiamatelo eccesso di altruismo. A tutto c’è un limite.












Un Napoli incompleto … ci vogliono rinforzi …