I laureati migliori sono del Sud
L’Orientale, Università al top

di Salvatore Di Rienzo

Una speciale graduatoria sulla media dei voti di laurea. Il Mezzogiorno meglio del Nord: gli studenti di Foggia, Napoli e Bari ai primi tre posti.

Palazzo Corigliano, sede dei Dipartimenti orientalistici e del Mediterraneo antico

Palazzo Corigliano

L’Italia è un paese difficile da leggere e da interpretare. I dati si incrociano, si fondono ed a volte confondono. Ma poi, a volte i conto tornano. Come nel caso dello studio. L’interrogativo ricorrente è: ma sono migliori gli studenti del Sud o quelli del Nord? Un’inchiesta dell’Università Bocconi del 2010 non dava adito a diverse interpretazioni: la formazione scolastica di quelli del settentrione è decisamente superiore. Un dato autorevolmente avallato anche dall’ultimo rapporto Ocse, dove si evinceva che i ragazzi che frequentano le scuole del Meridione non superano mediamente il primo livello di competenze. L’Ocse ha misurato il grado delle competenze in Matematica, Lettura e Scienze. In tutte e tre le discipline il Sud ha dimostrato di essere meno preparato del Nord. Nel particolare, le regioni del Meridione che hanno dimostrato di possedere una media significativamente inferiore a quella dell’Italia settentrionali sono state la Campania, la Calabria e la Sicilia . Partita chiusa? Tutt’altro.  Se andiamo a confrontare poi le votazioni agli esami di maturità, ecco che la situazione si ribalta totalmente. Il Sud decisamente meglio del Nord. Le votazioni parlano chiaro. Finita qui? Ma no, sarebbe troppo facile.

 Se prendiamo, ad esempio, in esame le prove Invalsi (una prova scritta che ha lo scopo di valutare i livelli di apprendimento degli studenti al terzo anno della scuola secondaria di primo grado) ecco che la situazione presenta l’ennesimo capovolgimento, studenti settentrionali una spanna sopra a quelli meridionali. Insomma non c’è pace nelle nostre scuole. Certo, andrebbe aperto il fronte dei diversi gradi di valutazione degli insegnanti, un terreno minato che da sempre ho prodotto valanghe di polemiche, spesso anche sterili.  “Quelli sono più di manica larga, quegli altri più rigorosi …”  le accuse vengono si rinfacciano da una parte e dell’altra del Paese. Una polemica velenosa, perché poi se si approfondisce il tema, voto più alto significa voto più alto anche ai test d’accesso alle facoltà universitarie a numero chiuso. Insomma non è questione marginale.

unv3Ma torniamo alla diatriba iniziale. E questa volta affrontiamo il capitolo dei voti di laurea. Sulla base dei dati di “Almalaurea” abbiamo stilato una particolare classifica sulla media del voto di laurea degli studenti degli atenei italiani. Ovviamente poi, si apre il solito fronte di polemica, sulla qualità degli studi delle diverse Università italiane. Anche se bisognerebbe ormai ragionare su basi più ampie (visto che in tempi di globalizzazione, non ha più senso guardare solo ai confini nazionali) e riflettere sulla desolante valutazione delle nostre università nelle classifiche internazionali. Indistintamente quelle delle Nord come quelle del Sud. Anche se, strumentalmente, c’è chi tenta di stabilire una diversa valenza fra quelle del settentrione e quelle del meridione, a svantaggio di queste ultime. Prima di giungere a questa conclusione bisognerebbe però analizzare quali sono i parametri che condannano le università del Sud, sia pure in un quadro nazionale in cui regna la mediocrità. Qualche dato? Primo: più valutate le università nelle quali c’è un maggiore apporto di privati. Inevitabile che avvenga di più al Nord, dove c’è maggiore ricchezza e dove ci sono 81 delle 89 fondazioni bancarie nazionali (fondazioni che spendono al Nord anche gli utili fatti dalle banche nordiche al Sud). Secondo: più valutate le università i cui laureati trovano più facilmente lavoro. Inevitabile che anche questo avvenga più al Nord, dove c’è più lavoro che al Sud (beffato così due volte). Ma torniamo alla nostra ricerca, ribadendo ancora una volta che a un voto di laurea molto alto debba necessariamente corrispondere una alta qualità degli studi. Ma nello stesso tempo, superando preconcetti diffusi (ad esempio il Politecnico di Bari è stato per due anni primo in Italia per quantità e qualità della produzione scientifica, ma non se ne parla…) volendo ricordare con determinazione che il voto di laurea rappresenta comunque l’unico parametro “oggettivo” per valutare la qualità di un percorso di studi. Ed allora la classifica.

orientale

I migliori laureati d’Italia li troviamo all’Università di Foggia con una media voto di laurea di 105,7. Al secondo posto l’Ateneo campano L’Orientale di Napoli con 105,1, al terzo quello di Bari con 105. Seguono Venezia Iuav 104,8; Trieste 104,6; Siena 104,4; Firenze 104,3; Catania 104,2; Cagliari 104,1 e L’Aquila 104. L’Università di Napoli Federico II la troviamo diciottesima in questa particolare classifica con una media voto 103,1; quella di Napoli Sun al venticinquesimo posto 102 e quella di Napoli Parthenope trentanovesima, al penultimo posto,con 98,7. Stupisce il quart’ultimo posto dell’università di Parma con 102,2. La maglia nera fra gli Atenei italiani tocca a Milano, Iulm con voto medio di laurea 97,7.

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