Servillo, fra cinema e teatro
La maschera del successo

di Paolo Baronio

Da mercante di morte, a Divo della politica italiana, al viveur della dolce vita romana, Toni Servillo cambia pelle con una facilità disarmante, una maschera naturale, imperscrutabile, sempre efficace.

86th Annual Academy Awards - Show

Servillo, Sorrentino e Giuliano

Dal manager che trasferisce i veleni delle industrie del nord, inquinando irreparabilmente terreni e falde acquifere, rubando letteralmente il futuro alle nuove generazioni della terra dei fuochi di Gomorra, all’interpretazione di Andreotti, il simbolo del potere della prima Repubblica, l’uomo dello Stato e della Chiesa, e chissà di che cos’altro ancora, allo scrittore talentuoso animatore delle notti romani, delle terrazze e dei salotti culturali, l’elogio del fatuo della Capitale che si rispecchia nel nulla. Lo scrittore disilluso che voleva conquistare la Capitale, ma viene conquistato dalla Città Eterna, specchio di una nazione corrotta e malata.
Tre David di Donatello, tre Nastri d’Argento e ora l’Oscar, quattro i film im coppia con Paolo Sorrentino. Toni Servillo sembra non sbagliare nulla da un po’ di tempo a questa, anzi e sempre sull’onda del successo, con quel suo sorriso sveglio, beffardo ma ,sempre, un po’ malinconico. Passa dal cinema al teatro con disarmante semplicità, certamente il più grande attore napoletano del terzo millennio. C’è tanta politica nei suoi cinema, passa da un personaggio all’altro, attraversando tutto l’arco costituzionale, come si diceva una volta, ed ogni volta lo trovi credibile, lo immedesimi nella storia che ti sta raccontando. Una volta è Giulio Andreotti, l’uomo dei mille segreti, il più potente di un trentennio abbondante, un’altra il segretario del principale partito d’opposizione, Enrico Oliveri, un’altra ancora un senatore del Popolo della libertà che proprio durante gli ultimi giorni di vita di Eluana vorrebbe agire secondo coscienza e non secondo la disciplina di partito, votando contro la legge proposta dal Governo Berlusconi ed un’altra ancora è il sindaco di Napoli che arranca sulla salita del Vesuvio accompagnato da un corvo… Sempre fra cronaca e fantasia, sempre con un velo di poesia.
Toni Servillo, anzi Marco Antonio Servillo, 54 anni da Afragola alterna, dicevamo, cinema e teatro con disinvoltura. Dalla tournè teatrale Trilogia della Villeggiatura di Goldoni andata in scena per quattro anni nei migliori teatri del mondo, a Roma, Berlino, Mosca, Parigi e New York è nato, ad esempio, un dvd  oltre a raccontare la storia della tournée, le prove, le prime, il contatto sempre diverso con pubblici di culture e stili diversi, si spinge più in là, dando un’interpretazione del senso del teatro, della recitazione e della vita di un attore. Vita che, in una tournée, si fonde quasi con l’arte, perché, come racconta lo stesso Toni Servillo, “durante quattro anni di tournée ti muore un padre, ti nascono figli, ti separi da una donna, ci sono delle guerre e tutto il tuo rapporto intimo col personaggio che stai recitando o con l’autore che stai portando in giro, s’informa di queste cose e crea quella qualità speciale”.

toni e peppe Servillo

Peppe e Toni Servillo

Recentemente Toni, con il fratello Peppe, ha messo in scena, anche come regia, una commedia di Eduardo, “Le voci di dentro” (la tournee, che ha toccato anche gli Stati Uniti, si concluderà a Torino ai primi di giugno dopo aver toccato anche Madrid) nella quale protagonisti sono proprio due fratelli. Toni e Peppe avevano già lavorato insieme in “Sconcerto”, una performance dove parole e musica si confondevano, esaltando le rispettive competenze: recitative di Toni, sonore di Peppe, storico frontman degli Avion Travel.

CondividiShare on Facebook0Tweet about this on TwitterPin on Pinterest0Share on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Un pensiero su “Servillo, fra cinema e teatro
La maschera del successo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altri post dello stesso Autore