Le mani della camorra su Pantani

di Eugenio Santovito

Il giallo dell’uomo rosa. Troppe scommesse sulla vittoria del Pirata al Giro d’Italia: il Pirata andava fermato ad ogni costo. Le minacce di morte. Le rivelazioni di Vallanzasca

021ansa_MGZOOM

Le mani della camorra su Pantani. L’intervento della malavita napoletana per truccare l’esito del Giro d’Italia di fine millennio. Un’operazione gigantesca, un’ondata di soldi. Un minimo di quota in più, quell’anno potevi prendere quanti soldi volevi, tutti volevano giocare il Pirata, il fascino del suo strapotere, quell’ammaliante caracollare in salita, l’irrefrenabile grinta, la straripante voglia di vincere. Bastò “dare la voce”, far sapere in giro che si poteva puntare quanto si voleva su Pantani che ben presto la camorra riempì il forzieri. Capillare la ramificazione della holding del gioco clandestino, da nord a sud i suoi galoppini piccoli e grandi a secondo della “clientela”, dalle giocate di poche migliaia di lire sino ad i milioni, si davano un gran da fare.

Quelli erano anni in cui il gioco nero era una inesauribile fonte di guadagni. Le scommesse sportive non erano ancora state ufficializzate, valanghe di soldi venivano puntati su tutti gli avvenimenti sportivi. Ed andarono in porto clamorose “operazioni”, grandi scommesse svanite in modo rocambolesco, soldi bruciati su scommesse che sembravano già vinte, imprevedibilità, si diceva… Ricordate, ad esempio, quello scudetto perso dal Napoli di Maradona, l’incredibile rimonta del Milan che venne a vincere anche a Napoli? La camorra portò a casa una montagna di soldi… Forcella si arricchì davvero quall’anno. Ma torniamo a Pantani, il pirata. Il giallo dell’uomo rosa.

5 Giugno 1999  i carabinieri prelevano Marco Pantani dall’albergo di Madonna di Campiglio,

5 Giugno 1999, i carabinieri

A giro praticamente vinto Marco Pantani fu sbattuto fuori. Squalificato. Doping. Ma, a quanto pare, le sue analisi furono alterate. Qualcuno avrebbe truccato l’esito degli esami effettuati dopo la tappa di Madonna di Campiglio facendo risultare l’ematocrito troppo alto. È questa clamorosa ipotesi ad aver convinto il procuratore di Forlì Sergio Sottani ad avviare nuovi accertamenti, a riaprire ufficialmente il caso-Pantani, conclusosi cinque anni dopo, con la sua morte, ancora misteriosa, in un residence di Rimini. Una morte sulla quale si indaga di nuovo. I magistrati di Rimini non escludono l’omicidio.

Ma torniamo all’espulsione dal Giro d’Italia. Svariati testimoni sono già stati interrogati e avrebbero confermato di aver ricevuto minacce. Entro breve sarà ascoltato anche l’ex boss della malavita Renato Vallanzasca, il primo a ipotizzare che dietro quella storia potesse esserci un giro di scommesse clandestine.

Con la mamma Tonina a Cesenatico dopo la vittoria al Tour

Pantani e mamma Tonina

Riemergono prepotentemente una serie di circostanze, si ripropongono temi scottanti. Sei anni fa Tonina Belletti, la madre di Pantani, raccontò in televisione un retroscena. Svelò che Vittorio Savini – capo della tifoseria del Pirata – le aveva detto di aver “ricevuto telefonate anonime che minacciavano di sparare a Marco pur di fermarlo durante il Giro, gli dissero che non sarebbe mai arrivato a Milano”.  Savini venne convocato dai carabinieri e confermò la circostanza, aggiungendo un dettaglio: “Il giorno dopo la squalifica un uomo mi disse che “tutto sommato era stato meglio così, altrimenti…”

038epa_MGZOOM

Gimondi e Pantani

Ma non è tutto, c’è di più. Qualche mese prima era stato Vallanzasca a insinuare il dubbio di un complotto. In una lettera spedita dal carcere alla signora Pantani aveva scritto che “quattro o cinque giorni prima che fermassero Marco a Madonna di Campiglio, mi avvicinò un amico, anche se forse lo dovrei definire solo un conoscente, che mi disse: “Renato, so che sei un bravo ragazzo e che sei in galera da un sacco di tempo. Per questo mi sento di farti un favore”. Ero in vero un po’ sconcertato ma lo lasciai parlare. “‘Hai qualche milione da buttare? Se sì, puntalo sul vincitore del Giro! Non so chi vincerà, ma sicuramente non sarà Pantani”. Vallanzasca si rese conto dell’operazione. La camorra aveva bancato tanto ma talmente tanto che non avrebbe potuto reggere finanziariamente la vittoria del Giro di Pantani. E, quindi, avrebbe impedito in ogni caso che questa eventualità si potesse verificare. In un modo o nell’altro.

026ap_MGZOOM

Ed è esattamente la convinzione alla quale è arrivata la Procura di Forlì che ha riaperto l’indagine sulla morte. Troppe stranezze, troppi interrogativi senza risposta. Come, ad esempio, la curiosa altalena dei valori dell’ematocrito. A sottolinearlo è stato Roberto Rempi, medico sportivo della Mercatone Uno, quelal che era la squadra di Pantani. “La sera del 4 giugno Marco si misurò in hotel l’ematocrito. Aveva 48 e piastrine normali. Il test del giorno dopo segna invece 51,9 con piastrine sballate. Marco viene squalificato ma va a Imola per un nuovo test: l’ematocrito è di nuovo a 48 con piastrine normali”. L’ipotesi: la provetta è stata riscaldata per alterare i valori e fermare la corsa di Pantani.

CondividiShare on Facebook0Tweet about this on TwitterPin on Pinterest0Share on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altri post dello stesso Autore