La Farnesina secondo Renzi
#LapostaiSereni…

di Eduardo Palumbo

Il primo novembre, col varo della nuova Commissione europea, si libera al governo il posto della Mogherini. Due i candidati agli Esteri: Lapo Pistelli e Marina Sereni…

 Fassina chi? Ricordate? Fassino chi, non l’avrebbe mai detto. E non è mica questione da poco. Il Premier che ha passato la settimana stringendo mani a governanti asiatici ricchi di petrolio e di gas, quello che manca al Belpaese, a fare da mediatore fra la Merkel e Putin, non sapendo neanche lui da che parte stare, ora ha anche un’altra grana nel governo e nel partito, la sostituzione della Mogherini agli esteri, una poltrona ambita e che scotta, ah in quanti vorrebbero quel ruolo, anche se ormai non c’è spazio.  Ci sono ancora una decina di giorni di tempo, poi si deve decidere. Il primo novembre, infatti, col varo della nuova Commissione europea, diventerà operativo il ruolo di Alto Commissario per la politica estera europea del ministro degli Esteri Federica Mogherini.

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Marina Sereni e Lapo Pistelli

Due sono in candidati “ufficiali”, diciamo così, per le primarie nel cuore di Renzi, perché sia chiaro è lui che decide, e non solo perché è il primo ministro e il segretario del Pd, ma perché è Renzi. Mentendo sapendo di mentire subito dopo l’elezione a segretario del Partito Democratico il buon Matteo, annunciò la morte della corrente “renziana”. Ma figuriamoci.  La corrente renziana è più forte che mai, anzi anche troppo forte, la crescita spropositata incomincia a creare le prime grane, ora spesso in conflitto sono due renziani ad ambire ad una poltrona (come nel caso dell’elezione del governatore dell’Emilia Romagna) e, naturalmente, non si possono accontentare tutti (vedi il caso Richetti).

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Renzi e Mogherini

 

Dopo la solita cortina fumogena di nomi messi lì per confondere un po’ le acque e allentare la presa (è il caso del ministro della Difesa Roberta Pinotti e del presidente della Regione Friuli Venezia-Giulia Debora Serracchiani, dell’ambasciatrice Elisabetta Belloni, direttore del Personale della Farnesina) veramente in lizza sono rimasti soltanto in due l’attuale viceministro agli Esteri Lapo Pistelli, uno che avrebbe tutte le carte in regola, niente da dire. Sa muoversi bene negli ambienti diplomatici, ha competenza specifica, ottimo curriculum. Responsabile Esteri della Margherita e poi del Pd, collaboratore di diversi think-thank (Policy Network, Center for American Progress, Brookings Institution, Fundación Ideas), da viceministro, prima con Letta e ora con Renzi, Pistelli è conosciuto sul palcoscenico internazionale ed ha intessuto ua vasta e solida rete di amicizie.  E, poi se vogliamo, Renzi avrebbe un vecchio conto da “saldare” con Pistelli, di cui Matteo fu anche assistente. Ma non è tutto a sorpresa nel 2009 lo sconfisse nelle primarie (quelle discusse di cui si sussurra tanto ci fu la mano di Verdini) per la corsa a sindaco di Firenze. Perché ora scipparlo di una poltrona che logicamente sembrerebbe destinata a lui?

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Fassino e Renzi

Già perché? Sono due le linee-guida del Matteo pensiero che fanno di Marina Sereni, responsabile esteri del Pd, vicepresidente della Camera la favorita. Una, diciamo, “formale” ed una sostanziale. La prima: Renzi vuole mantere il rapporto uomo-donna all’interno del suo esecutivo, quello fiore all’occhiello di una governo molto rosa che porta in giro per il mondo. Una sorta di dogma nei confronti del quale il Premier sacrifica sempre più frequentemente competenze e curriculum, come avvenuto anche per le nomine pubbliche. La seconda è squisitamente politica, e cioè la vicinanza della Sereni a Piero Fassino, che da un po’ di tempo a questa parte è il più renziano dei renziani. E non è poco.

 

 

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