La banda degli onesti

di Eduardo Palumbo

Il fiume rosso scuote la città, Napoli mette la felpa Fiom, ormai è il brand della rabbia. Una volta c’era l’eskimo, ma erano altri tempi, erano i giorni delle “sedicenti” brigate rosse. Altra storia.

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E’ il raduno al Sud del partito della rabbia, i lavoratori manifestano la loro disperazione, la certificazione che il lavoro non c’è più, se mai ci fosse stato davvero da queste parti. E’ la sinistra che si sente ancora di sinistra è che non ha remore nel scendere in piazza contro il compagno capo del governo, ormai è così che vanno le cose. Una volta c’era il Patto dei lavoratori, il sindacato cinghia di trasmissione del partito, oggi c’è il Patto del Nazareno, il sindacato non se lo fila più nessuno.

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Maurizio Landini, segretario Fiom

Manifestazioni dopo manifestazioni, c’è l’esigenza di contrastare quel fiume in piena di Renzi che riempie tv di stato e commerciali, ed il bello che fa sempre uno share invidiabile. C’è la necessità di controbattere, alzare il tiro, non indietreggiare. Il premier dice “mentre gli altri scioperano e non lavoro io il lavoro lo creo…” ah si, ed allora che il Mau della Fiom risponde per le rime.

Ed allora mentre Renzi fa gli onori di casa al vertice degli industriali europei, con il presidente di Confindustria Squinzi, esplode la bomba in risposta. “Renzi riconosca che non ha il consenso delle persone oneste, dei lavoratori e di chi cerca lavoro”.

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Non nascondiamoci, questa volta Landini ha lanciato oltre al cuore anche la parola oltre l’ostacolo, e l’ha detta grossa. Ed è inutile, il passo indietro, il tentativo di smentita, la precisazione. Televisioni e radio hanno trasmesso le sue parole, inequivocabili, dure, offensivo per buona parte degli italiani. Landini cerca di chiarire ma il risultato è tuttaltro che felice, un equilibrismo inutile. “Mai pensato – come mi viene attribuito da alcuni mezzi di informazione – che Renzi non ha il consenso degli onesti, ho detto – e ribadisco – che il premier non ha il consenso della maggioranza delle persone che lavorano o che il lavoro lo cercano e che sono nella parte onesta del paese che paga le tasse…”

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Renzi e Squinzi

Ma ormai la frittata è fatta. Il primo a rispondere è un offeso presidente di Confindustria Squinzi. “Io personalmente mi ritengo molto onesto”. Ormai è sempre più scontro. E così Renzi, parlando al Business Europe, ha rivendicato le scelte del suo governo. “Ci sarà un decreto attuativo a gennaio dopo che l’ultimo voto in Parlamento sarà il 9 dicembre. Stiamo liberando il sistema tradizionale italiano, l’articolo 18 simbolo di una tradizione italiana ora non è più un ostacolo e possiamo ridurre le imposte. La riforma del lavoro dovrebbe stimolare gli investimenti, l’articolo 18 rappresentava un ostacolo, ora non lo è più…”

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La limousine degli operai

In tempo reale la ferma risposta di Landini dal cuore del corteo. “Renzi non decida lui dalla sera alla mattina, da solo non cambia il Paese. Da solo risponde solo ai poteri forti. Renzi dovrebbe avere l’umiltà di riconoscere che oggi il consenso tra i giovani ed in generale le persone che cercano un lavoro non ce l’ha. E se vuole cambiare davvero questo paese nel modo giusto lo deve fare con noi e non contro di noi”.

 

 

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