Le Regioni senza ragione

di Eduardo Palumbo

 In limousine per andare da Napoli ad Amalfi. Costo 900 euro. Non parliamo di un divo hollywoodiano ma di Marco Monari, ormai ex capogruppo del pd al consiglio regionale dell’Emilia-Romagna, che nel caldo luglio di due anni fa volle di certo non passare inosservato al convegno di Areadem. Un bel paio di mutande verde Padania, come poteva resistere il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota ai boxer ( 40 euro) colore del cuore? O preferite gli slip ( 24 euro) di Maruska Piredda la “pasionaria” dell’Alitalia e del Grande Fratello, finita in politica con Di Pietro e capogruppo dell’Italia dei valori in Liguria? Dal Suv Bmw al barattolo di nutella, senza vergogna e senza pudore.
Ormai questa delle spese pazze dei consigli regionali è una storiaccia senza fine. Ogni giorno si aggiunge qualcosa che lascia sbigottiti e stupefatti sull’uso, quanto meno disinvolto, dei soldi pubblici. Ricevute in alcuni casi nude e crude senza pudore (certo, poi ci sono anche quelle taroccate, come in Basilicata, dove l’aggiunta di una cifra stravolge le cose ed allora se per mangiare si è speso 50 euro risulta 150 e così via…) per spese che con l’attività politica non hanno nulla a che fare. Una sfacciata incoscienza che può derivare solo dall’arroganza del potere.limousine
Le Procure non mettono la parola fine. Avanti un altro, ma Paolo Bonolis non c’entra. Ormai diciotto Regioni su 20 sono coinvolte a vario titolo, in inchieste della magistratura. Cinquecentoquarantasei  i consiglieri regionali sotto inchiesta. Da nord a sud. Da destra a sinistra. Gli ultimi avvisi di garanzia sono scattati in Sicilia e in Abruzzo. E nell’elenco degli indagati finisce pure il rampante Davide Faraone, deputato Pd nominato di fresco nella segreteria democratica (responsabile Welfare) dal leader Matteo Renzi. In Abruzzo sotto i riflettori una notte d’amore clandestina del presidente Chiodi, che d’ora in poi statene certi non batterà più un chiodo visto il pandemonio che è scoppiato. A Torino, invece, siamo al rinvio a giudizio del presidente Cota (e le sue mutande pazze verdi) e 37 consiglieri. “Mi ricordo mutande verdi…” riveduta la vecchia canzone di Marcella Bella, ora è il nuovo leit motiv da quelle parti, dove tutto è in discussione. Anche la regolarità delle ultime elezioni. Lo scontro è senza esclusioni di colpi. Ed è finita anche in rissa al Consiglio regionale. Spinte e cazzotti. Un vecchio detto recitava “piemontesi falsi e cortesi”. Ora solo falsi, evidentemente.

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La Campania è fra le diciotto Regioni sotto inchiesta. Molte le riserve e le perplessità sul corretto utilizzo del  “Fondo per il funzionamento dei gruppi regionali”. In due anni risultano ”bruciati” 2,5 milioni di euro. Sono sessanta i consiglieri indagati per peculato, e tra essi ex eletti ora sbarcati in Parlamento: il deputato Pd, Umberto Del Basso De Caro, e i senatori Pdl, Eva Longo e Domenico De Siano.
Fra le spese che non “convincono” spiccano fra le altre: i 92mila euro di Gennaro Salvatore, braccio destro del governatore Caldoro, non convinvono al punto tale che è finito agli arresti domiciliari, i 43mila di Nicola Marrazzo eletto in Idv poi passato nei Moderati di Portas inclusi nel Pd, i 37mila della berlusconiana Daniela Nugnes attualmente anche assessore, i 27mila del consigliere Udc Carmine Mocerino, i 24 dell’ex numero uno del Pd Peppe Russo. Ora, comunque, siamo arrivati alle stretta finale. La procura della corte dei conti sta notificando sessanta inviti a dedurre a carico di altrettanti consiglieri regionali. Viene ipotizzato un danno erariale intorno al milione di euro,  in relazione alla mancata rendicontazione delle spese effettuate in questi anni con i finanziamenti destinati ai gruppi consiliari. L’invito a dedurre è un atto che presenta caratteristiche istruttorie e di esercizio del diritto di difesa.
Ma una cosa, comunque finisca l’inchiesta lascia, comunque, sgomenti: la richiesta del gruppo Misto della regione Campania del rimborso per la tassa sui rifiuti… Davvero senza vergogna.
Di certo abbiamo trovato di tutto e di più in queste inchieste. Spese importanti per cose di valore ma anche spese incredibili a volte “sfacciate” che mai potresti pensare di trovare in bilanci di partiti politici. Colpisce il generale senso di impunità.

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Franco Fiorito, Batman

Beh, certo, il primato delle spese più costose va a Batman, Franco Fiorito, il capogruppo di tutti gli sprechi: 88 mila euro per il Suv Bmw X5 causa improvvisa neve a Roma, niente da dire… Ma nel suo genere fa la sua bella figura anche Renzo Bossi, il Trota che al Pirellone è riuscito a piazzare rimborsi per 22 mila euro, e fin qui nulla di particolarmente strano, se non fosse che sono stati spesi per chewing gum, caramelle, acqua, caffè, salatini, Red Bull, sigarette, birra…e due spazzolini da denti con nome inciso. Più sul consistente i “gusti” del consigliere sardo del Pd Salvatore Ladu: si è fatto rimborsare ben 10.500 euro per l’acquisto di 30 pecore e un vitello.
E la tolettatura del labrador di Alessandro Colautti, consigliere della regione Friuli, i non meglio precisati “aerei di carta” di Alessandro Marelli (Lega – Lombardia, 15, 59 euro)? E Massimiliano Giordano della Lega (regione Piemonte), che si è fatto rimborsare  10 multe dei vigili urbani di Novara (importo 692.92 euro) così come Bossi junior che si è fatto pagare il localizzatore per autovelox, euro 188?
Ed che dire dell’ex consigliera Nicole Minetti per l’acquisto del libro di Paolo Guzzanti “Mignottocrazia , del corno d’avorio acquistato per ben 1.900 euro dalla regione Campania e della maglietta della Juve di Paolo Tiramani, (Lega, regione Piemonte) costo 133 euro? Vergogne senza fine. Sanguisughe vere e proprie sanguisughe.
Spulciamo, vedendo cosa colpisce di più. Ecco allora Gianfranco Novero (Lega, regione Piemonte): campanacci per bovini, bardature per cavalli e finimenti per carrozze, importo imprecisato; Marco Botta (Pdl, regione Piemonte): mazza da golf, importo imprecisato; Pierluigi Toscani (Lega, regione Lombardia): salsiccia di Norimberga, importo imprecisato; Carlo Spreafico (Pd, regione Lombardia): barattolo di Nutella, 2.70 euro; Raffaele Bucciarelli (Pdci-Prc, regione Marche): libro “Il segreto delle donne, viaggio nel cuore del piacere”, 16.80 euro; Rosa Mastrosimone, (ex Idv, regione Basilicata): mini orsetto, 5.90 euro; Thomas Casadei (Pd, Regione Emilia) accesso a bagno pubblico 0,50 euro; Gianfranco Novero (Lega, regione Piemonte): gastronomia per il battesimo della nipote, 465 euro; Luca Pedrale (Pdl, regione Piemonte): calze e mutande da Intimissimo, importo imprecisato.
E come rinunciare a qualche “prodezza” di gruppi più o meno identificati? Gruppo Lega (regione Piemonte): fornitura di gelato per festa patronale, 695 euro; gruppo Idv, (regione Liguria): shampoo da Bunny’s Sun, 4 euro, pareo da Golden Lady, 15.90 euro e Slip da 23.90 euro; gruppo Pd (regione Friuli): adozione a distanza, 113 eur; gruppo imprecisato (regione Molise): serata al Discobar “La Strada”, 650 euro; gruppo per Caldoro (regione Campania): tintura per capelli da uomo, 3 euro, gruppo imprecisato (regione Campania): Barbie, 9.80 euro; gruppo imprecisato (regione Calabria): cambio tergicristalli, importo imprecisato e biglietto per spettacolo di lap dance, importo imprecisato.
L’elenco è infinito. Ed infiniti continuano ad essere gli sprechi di denaro pubblico.

Appare sempre più credibile la tesi che per mettere fine agli scandali c’è un solo modo, quello di tagliare fondi. Risolvere il problema alla fonte. Non indurre in tentazione, per liberarci dal male, insomma.

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