Isso, essa e… Benevento

di Giovanni Pasàn

Il Sannio ha vissuto la sua “sceneggiata” all’ombra dell’Arco di Trionfo. Era dai tempi di Don Peppone Camillo che non sbucava fuori un feuilleton di tale dimensione satirica prima che politica.

All’ombra dell’Arco di Trionfo la Francia intera ha vissuto la sua spy story presidenziale: il motorino, il casco, i croissant caldi portati dalla scorta agli amanti segreti e la casa del marsigliese che si facevano prestare rosellino Francois e la bella Julie, monsieur le president, poverino, non aveva la garconniere, dobbiamo pure capirlo …

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Francois Hollande e-Julie Gayet

Certo, poi, sono arrivati quei buontemponi di Closer, quelli delle tette di Kate Middleton in copertina per capirci, ed hanno rovinato tutto: Laurence Pieau, la direttora d’assalto del settimanale, se ne frega di fraternitè e crede solo in liberté ed ègalité  ed allora, Palais de l’Élysée o meno, ha sbattuto l’amore clandestino  in prima pagina, col risultato di ufficializzare l’eutanasia della storia fra il presidente della République e la giornalista di Paris Match e di ritrovarsi con un colpo solo con un paio di donne sull’orlo di una crisi di nervi:  Valérie Trierweiler, l’ormai ex Première dame di Francia, ricoverata per dieci giorni nell’ospedale parigino della Pitié Salpétrière e la sbarazzina Julie Gayet, altre tette conosciute in prima pagina sul tabloid inglese Sun, che è andata su tutte le furie ed ha cominciato a querelare (invece di ringraziare..) a droite e a gauche, per la pubblicità data alla sua relazione segreta ma, a conti fatti, non troppo il classico segreto di Pulcinella.

Ma sussurri e grida, e crisi di nervi e di governo (e problemi famigliari) anche all’ombra di un altro Arco di Trionfo, quello più piccolo di Traiano ma pur sempre con la sua gloriosa storia, di Benevento. Qualcosa a metà tra la spy-story di provincia e il “feuilleton”, una intricata storie di potere e di appalti, anche se solo roba di cornetti e un cappuccino, un giallo nella terra di Mastella, senza che il buon Clemente centri a quanto pare nulla, segno dei tempi che inesorabilmente cambiano, una vicenda piena di registrazioni rubate, complotti veri o presunti, accuse reciproche e avvocati che mollano il mandato, un susseguirsi di colpi di scena tanto da sembrare una sceneggiatura scritta da Ken Follett.

Pacco, doppio pacco, contropaccotto. Invidie, trame, vendette, congiure: tutti contro tutti, dai leader politici a manager di paese, giornalisti e portaborse, padri e fratelli coltelli: eppure, ironia della sorte, l’ospedale si chiama Fatebenefratelli, anche se qualcuno lo ha ribattezzato malignamente ”bancomat”  per gli amici degli amici. E’, insomma, una guerra senza fine. Le spie non si contano, così come chi fa il doppio gioco, il tradimento si serve freddo a Benevento, al massimo con un bicchiere di Strega. In via Magistrale, rinominata corso Garibaldi, non si parla che di questo “affaire” che ogni giorno diventa più intricato e dello strano trio (un socialista, un fascista di provata fede e un ex democristiano ora in Fi) intorno al quale sembra ruotare la vicenda dove i sussurri superano ampiamente le grida.

Da un anno e mezzo circolavano voci su registrazioni compromettenti, assalti alla baionetta ai camici bianchi, altro che Bastiglia, la presa dell’Asl sembrava questione di vita e di morte. Manovrati e manovratori, passaparola di paese dove verità e tarocchi si fondevano e si confondevano, sino alla sceneggiata finale dei nostri giorni.

Isso, essa e Benevento. In gioco c’è il potere sulla città delle streghe , il predominio politico, un feudo che perso Mastella, evidentemente è terra di conquista.

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Umberto del Basso de Caro

Isso è Umberto del Basso de Caro, più caro che basso, ex craxiano di ferro, oggi deputato del Pd, avvocato penalista (difensore di Nicola Mancino nel processo sulla trattativa Stato-mafia) famoso nel panorama politico per essere nato lo stesso giorno (il 29 settembre) di Berlusconi e Bersani, uomo  di punta del centrosinistra nel Sannio. Umberto del Basso de Caro nella prima Repubblica sedeva in Parlamento e ricopriva il delicato ruolo di vicepresidente della Giunta per le autorizzazioni a procedere in giudizio e del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa. Firmò 25 proposte di legge, di cui nessuna convertita in legge, insomma senza lasciare traccia. Condannato a morte da Tangentopoli il Psi De Caro (seguendo la scia di Amato) prima parcheggia nei Liberal Riformisti poi va nella Margherita e quindi dopo l’unificazione nel Pd.  

Umberto del Basso de Caro è attualmente indagato per peculato ( 3 luglio 2013, in qualità di Consigliere regionale, prima di entrare in parlamento, nel biennio 2010 – 2012, i magistrati vogliono veder chiaro sulla spesa di 11.300 euro) nell’ambito dell’ inchiesta della Procura di Napoli sull’uso privatistico del “Fondo per il funzionamento dei gruppi regionali”.

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Nunzia De Girolamo

Essa è Nunzia De Girolamo, poliedrico avvocato che ama sciare e le immersioni subacquee che fece subito parlare di sé, insieme  a Gabriella Giammanco, ex giornalista del Tg4, quando dopo un discorso di Berlusconi per la fiducia alla Camera, furono protagoniste dello scambio di alcuni pizzini con il leader massimo, qualcosa che faceva ricordare i tempi migliori delle classi liceali. Scrisse Berlusconi Gabri, Nunzia, state molto bene insieme! Grazie per restare qui, ma non è necessario. Se avete qualche invito galante per colazione, Vi autorizzo (sottolineato) ad andarvene!”. E nel retro: “Molti baci a tutte e due !!! Il “Vostro” presidente”. Il tutto con l’ufficialità della carta da lettere della Camera dei Deputati. E Gabri e Nunzia, cercando di nascondere il testo all’occhio indiscreto dei fotografi risposero prontamente: “Caro… gli inviti galanti li accettiamo solo da lei. E poi per noi è un piacere essere in aula ad ascoltarla … ”

 Ma si sa non sempre il destino ti porta dove vuole il cuore, e da quei bigliettini tanto tempo è passato per la “Carfagna del Sannio”, è sbocciato l’amore con Francesco Boccia, fedelissimo di Letta, è arrivata la piccola Gea, è arrivato il ministero dell’Agricoltura, eppoi pure il “tradimento” e l’approdo al Nuovo Centro destra, Ncd che i soliti maligni consigliano di leggere al contrario Democrazia cristiana nuova, per non far cadere il governo, il bene del Paese prima di tutto.

La ministra ha detto basta, forse anche perché si è ritrovata iscritta (pare) nel registro degli indagati, qualche giorno prima che lo dicesse anche Letta.  Nunzia vobis gaudium magnum: dimissioni dal dicastero dell’agricoltura per difendere la propria dignità. Quella aula vuota il giorno che ha riferito in Parlamento della spy story sannita (ma benedetta ragazza ti pare che venerdì diciassette possa mai essere il giorno di andare alla Camera e mettersi a raccontare le proprie ragioni?), pesa come un macigno. “La mia dignità vale più di qualsiasi cosa ed è stata offesa da chi sa che non ho fatto nulla e avrebbe dovuto spiegare perché era suo dovere prima morale e poi politico. Non posso restare in un governo che non ha difeso la mia onorabilità.”

Dopo la sceneggiata sannita, isso, Umberto Del Basso De Caro ha trovato una bella promozione a sottosegretario alle infrastrutture. La buona Nunzia, che molti vedevano dopo la campagna di “moral suasion” di nuovo in Forza Italia, invece addolcita la sua immagine pubblica, vista anche con i goccioloni agli occhi in qualche apparizione televisiva, è restata nel Nuovo centro destra ed è stata promossa capogruppo alla Camera. Così va la vita.

Di certo, comunque, i colpi di scena non sono finiti. Il sipario è calato, ma qualcosa ci dice che la sceneggiata continuerà … E poi aspettiamo che venga fuori o’ malamente… 

nunzia- spinge l'agricoltura

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