L’Italicum passa alla Camera
Ma è solo il primo tempo

di Eduardo Palumbo

Dopo anni e anni di aspettative l’Italia ha una nuova legge elettorale.  Alla Camera con 365 voti favorevoli passa l’Italicum.

Tira un sospiro di sollievo il Paese, ma tira un sospiro di sollievo soprattutto il deputato pieddino Giacchetti che da buon ex radicale, non sarà più costretto a fare sciopero della fame.

Con 365 voti favorevoli (la maggioranza era 261) la Camera dei deputati ha detto, quindi, sì all’Italicum. I voti contro sono stati 156, 40 gli astenuti. Ora il testo della legge elettorale passa al vaglio del Senato. Alla votazione ha partecipato il governo al gran completo, è rimasta vuota solo la sedia del presidente del Consiglio. Tempestivo, come al solito, il cinguettio trionfale di Renzi.  “Grazie alle deputate e ai deputati. Hanno dimostrato che possiamo davvero cambiare l’Italia. Politica 1 – Disfattismo 0. Questa è #laSvoltabuona”.

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Renzi e Bersani

Appena il tempo di arrivare in Transatlantico che ecco l’altra voce del Pd.  “Non parlerei di complotti. Sembrerà strano a Renzi ma c’è gente che non sa cosa voglia dire complotto. Il segretario farebbe bene invece a ringraziare i deputati perché nonostante problemi molto seri e obiezioni il gruppo ha tenuto”.  Pier Luigi Bersani parla con pacatezza e quel leggero senso di distacco che lo contraddistingue dopo aver sfiorato la morte. “Sono venuto qui a fare il mio dovere – ha detto l’ex segretario riferendosi al voto sulla riforma elettorale -. Le riforme devono partire ma questa legge va migliorata e non solo sulla parità di genere. Capisco le intese e gli accordi, ma non capisco perché Berlusconi deve avere l’ultima parola, non c’è nessuna ragione perché debba avere l’ultima parola”. Forza Italia dal canto suo annuncia che in Senato “non accetterà altri accordi al ribasso” sul testo.  Si è chiuso solo il primo tempo, ma la partita non è ancora finita.

 

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