Napoli e lo Stato di Palestina
Uno scivolone istituzionale

di Nico Pirozzi

Incredibile a dirsi, ma Napoli è fuori dalle leggi dello Stato italiano, perlomeno in materia di politica estera.

DeMagistris-con-Autorità-Palestinese

Lo strappo è tutto contenuto nella determina numero 207 del 18 dicembre 2013, inerente la “Missione istituzionale del Sindaco e del collaboratore di staff Alessandro Di Rienzo in Palestina”. Tra le righe del documento si legge, infatti, che “la città di Napoli considera la Palestina uno Stato”.
Peccato, però, che Roma non abbia mai riconosciuto la Palestina come tale. Difatti nell’elenco dei poco più di cento governi (in gran parte asiatici e africani) che hanno riconosciuto lo Stato di Palestina manca l’Italia. E con lei gran parte degli Stati membri dell’Unione Europea.
Al primo cittadino di Napoli è probabilmente sfuggito che l’alter ego di Abu Mazen in Italia non è un ambasciatore, bensì un semplice “rappresentante diplomatico”. E lo stesso dicasi per la rappresentanza italiana a Gerusalemme est, affidata non ad un ambasciatore, bensì ad un “console”.

De Magistris in Palestina (7)

Stando così le cose appare veramente difficile giustificare la trasferta natalizia di Luigi de Magistris e del suo collaboratore di staff in Medio Oriente. Ramallah.
Dal sindaco della terza città d’Italia ci saremmo aspettati qualcosa di meno irriguardoso e più giudizioso nei confronti di Israele e del popolo ebraico, che – quello sì – ha profondi e antichissimi legami culturali ed economici con l’Italia e Napoli, in particolare.

graziani2

Augusto Graziani

A testimoniarlo, per nostra fortuna, non è de Magistris, ma una storia vecchia di almeno quattordici secoli, che cominciò a narrare Procopio di Cesarea (lo storico bizantino che raccontò le imprese militari di Giustiniano), quando segnalò anche un gruppo di ebrei tra i difensori di Napoli assediata dalle orde del generale bizantino Belisario. Senza voler ricordare il contributo dato alla crescita culturale, economica e sociale della città, in tempi assai più recenti, da uomini come Giorgio Ascarelli, Augusto Graziani e Guido Sacerdoti, solo per citarne alcuni.
Una storia che potrebbe essere messa in ombra, ma non per questo cancellata, dagli atteggiamenti estemporanei di un sindaco poco incline alla verità storica, prim’ancora che politica.

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