medicine

Farmacie Vegane
Favorevoli e contrari

di Paolo Ariete

Formare dei farmacista  in grado di consigliare i prodotti giusti a chi ha deciso di evitare carne e pesce o, nel caso dei vegani, anche latte, uova e derivati.
Le farmacie vegane saranno inizialmente una trentina e concentrate al nord Italia ma, molto probabilmente, visto l’interessamento dimostrato, entro fine anno il loro numero sarà già raddoppiato.

Le farmacie aderenti saranno inizialmente una trentina e concentrate al nord Italia ma, molto probabilmente, visto l’interessamento dimostrato, entro fine anno il loro numero sarà già raddoppiato. Il progetto prende il nome di Pharmavegana ed è stato presentato a Cosmopharma, la fiera del settore a Bologna. L’iniziativa nasce dall’esigenza di formare il farmacista e metterlo in grado di consigliare i prodotti giusti a chi ha deciso di evitare carne e pesce o, nel caso dei vegani, anche latte, uova e derivati. Le farmacie aderenti saranno inizialmente una trentina e concentrate al nord Italia ma, molto probabilmente, visto l’interessamento dimostrato, entro fine anno il loro numero sarà già raddoppiato. Facciamo chiarezza. Si definisce Vegano chi non utilizza prodotti di derivazione animale: niente carne e pesce, ovviamente (come i “classici” vegetariani), ma anche cibi come latte, derivati del latte e uova. Non solo: il vero vegano rinuncia anche ad abbigliamento, cosmetici e farmaci sperimentati sugli animali.

LOCALQuanti sono nel nostro Paese? I dati più recenti a cui far riferimento sono quelli del Rapporto Eurispes 2014, secondo cui i vegetariani in Italia sarebbero aumentati del 15 per cento nell’ultimo anno. Non è dato sapere se tra questi siano stati conteggiati anche i 700.000 vegani stimati dalle associazioni animaliste, che tra l’altro vorrebbero a circa 7 milioni il numero dei vegetariani, contro i 4,2 milioni riportati dalla società di ricerche.  “Le referenze in farmacia sono centinaia di migliaia” ha detto  Pierfrancesco Verlato responsabile del progetto Pharmavegana “e sul prontuario non c’è nulla che specifichi se siano adatti a vegetariani o vegani”. Ad esempio, sottolinea, “il propoli non è adatto ai vegani perché derivato dal lavoro delle api. E molti antibiotici prevedono il lattosio come eccipiente”.

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Pierfrancesco Verlato

Farmacie vegane non solo per consigliare i prodotti che non devono utilizzarsi ma, anche e soprattutto, per consigliare se e come integrare l’alimentazione. La necessità di adattare un regime alimentare che esclude proteine di origine animale con i ritmi della vita quotidiana, fa sì che il 60 per cento di vegani e vegetariani assuma integratori per arricchire la propria dieta. Quelli più utilizzati sono multivitaminici e i minerali, come ferro e magnesio ma anche calcio e silicio, seguiti da vitamina b12. A dirlo è un’indagine sulle loro abitudini alimentari condotta su un campione di circa 400 persone in diverse città d’Italia. “Chi fa una buona dieta vegana o vegetariana in genere sta bene” sottolinea Verlato “ma spesso i ritmi della vita quotidiana non ci consentono che un rapido panino al bar o una pizza. Per questo è importante essere guidati dai consigli di un esperto per integrare l’alimentazione”. Sponsor dell’iniziativa, Red Canzian, il bassista dei Pooh, vegetariano da 20 anni e vegano dal 2009. “Oggi le cose sono molto cambiate”, spiega, “l’idea che la relazione cibo/salute/ambiente vada profondamente rivista è ormai condivisa da tutti. Per questo è indispensabile che ognuno abbia i mezzi per fare delle scelte di coscienza”. Numerosi sono ancora i punti da chiarire.

arton19020Ad esempio, chi formerà i farmacisti alle nuove competenze per tutelare a fondo la salute e le richieste di questi consumatori? Inoltre, come sottolineano alcune associazioni animaliste, vista la grande diffusione della sperimentazione animale sui farmaci, la semplice classificazione “vegan” di alcune farmacie non sarebbe di per sé sufficiente a tutelare il consumatore. Dove sono, infatti, le effettive garanzie su tutte le fasi di lavorazione dei farmaci e dei prodotti venduti? Non esistono ancora linee guida e certificazioni ufficiali. Il dubbio è lecito, allora: la nascita di farmacie “vegan” è solo una trovata pubblicitaria delle case farmaceutiche per conquistare nuove fette di mercato, senza effettive garanzie?

timthumbIl problema è molto complesso. Verificare e certificare l’ter di lavorazione di un farmaco non è per niente facile. Esiste, infatti, un’effettiva impossibilità di identificare i farmaci che utilizzano sostanze di derivazione animale. Ad esempio, il lattosio spesso utilizzato come eccipiente, potrebbe essere di derivazione animale, così come alcune gelatine alimentari utilizzate per la preparazione dei farmaci. Lo stesso discorso vale però anche per componenti meno identificabili per i quali la semplice indicazione della presenza non è di per sé in grado di far stabilire l’origine animale o no del componente stesso. Attualmente, allora, la mancata presenza di un etichettatura esauriente genera molta confusione tra i consumatori interessati alla storia del farmaco.

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http://ilnapoletano.org/2014/04/nel-segno-veg/#more-2786

 

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