Nel segno Veg  
 Otto napoletani su cento mangiano vegetariano o vegano  
di Franco Meda

Nel segno Veg
Ristoranti e nuova cucina

di Franco Meda

Avanza in Italia il popolo dei “veg”, alias vegetariani, ma soprattutto vegani. Niente carne e niente pesce per i primi. Nemmeno derivati (latticini e uova) per i secondi. E’ la nuova svolta alimentare, una ricerca di sobrietà per qualcuno, un’esigenza etica animalista per qualcun altro. E, intanto, anche in alcuni supermercati ormai tra i banchi è comparso il settore “veg”, anche nel pronto e in monodose, segno di consumi veloci.

Nel Belpaese che inanella una serie segni in negativo c’è un indice che fornisce, invece, un dato costante di crescita. Un punto percentuale in un anno. E’ il popolo dei vegetariani e vegani in Italia, un piccolo esercito verde che, secondo gli ultimi dati dell’Eurispes, ha superato il tetto del sette per cento (7,1 per la precisione): 4,2 milioni di italiani, contro i 3 milioni e 720 mila dello scorso anno. Una tendenza di tutto il mondo. Si stima che nel mondo vegani e vegetariani siano circa un miliardo. In India, la patria del vegetarianismo anche per motivi religiosi, circa il 30 per cento della popolazione è vegano o vegetariano. In Europa è la Germania il Paese più Veg (7 milioni di persone). In Gran Bretagna lo è circa il 5 per cento e, secondo i dati della British Vegetarian Society, sono almeno duemila le persone che ogni settimana scelgono di diventare vegetariani.

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Polpette di lenticchie

Ma torniamo ai dati italiani. Facendo la radiografia a quel 7,1 si scopre che il 6,5 per cento sono vegetariani (erano il 4,9 per cento) e lo 0,6 vegano, e qui il dato si fa interessante perché si registra una decrescita rispetto all’1,1 dell’anno scorso e perché registra una controtendenza. Già, perché chi diventa vegetariano lo fa spesso con l’idea di passare poi prestissimo alla scelta vegan, è di solito un passaggio intermedio.
Bene sottolineare che i vegetariani (chiamati un tempo ovo-latteo-vegetariani per evidenziare il tipo di alimenti assunti) sono coloro che seguono una dieta in cui non vi siano parti del corpo di un animale, ma che può comprendere prodotti di origine animale, come miele, latte e uova, e dei loro derivati (come formaggi o prodotti che li contengono, es. le torte). I vegani, chiamati anche vegetariani stretti o vegetaliani, sono coloro che,invece, non mangiano nulla che abbia un’origine animale, quindi non mangiano carne e pesce ma neanche latte, prodotti caseari o uova.

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Pasta, cipolle e olive

Secondo John Davis (della Vegan Society e dell’Unione Vegetariana Internazionale) i numeri reali sono ben diversi da quelli ufficiali esistendo una larga fascia di popolazione etichettata “flexitarian” che sono vegetariane senza esserlo, vale a dire persone che “mangiano poca carne” (rispetto alla media), o mangiano solo il pesce, e in qualche modo escludono o riducono il consumo di latte e uova.
Altro dato interessante, proveniente dalle ricerche di mercato, è che nei paesi occidentali il 90 per cento dei cibi “senza carne” dei supermercati, specialmente i piatti pronti e i prodotti vegetali che imitano la carne, non vengono acquistati da vegetariani e vegan, ma dai sopracitati “flexitarian” che sono in continuo aumento.

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Noodles: pollo, broccoli e porro

Per quanto riguarda le motivazioni delle scelte si va dalla sensibilità animalista e ambientale all’attenzione alla salute. Quasi un terzo (31 per cento) dei vegetariani e vegani ha scelto questo tipo di alimentazione per rispetto nei confronti degli animali, un quarto (24 per cento) perché fa bene alla salute.
Sempre secondo le rilevazioni Eurisper crescono anche le persone attente alle scelte “cruelty free” non solo nell’alimentazione ma anche nella moda e nell’abbigliamento. Così l’85,5 per cento è compatto nel dichiararsi contrario all’utilizzo di animali per la produzione di pellicce contro un solo i 12,9 per cento a favore. La maggioranza degli italiani (51,9 per cento, contro il 43,9 dei contrari) si dice favorevole ad una recente proposta di legge – lanciata dalla deputata di Forza Italia Michela Vittoria Brambilla – che intende equiparare gli equidi (non solo cavalli ma anche asini, muli e bardotti) agli animali da affezione e impedirne in questo modo la macellazione.

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Piatto di verdure miste

In alcuni supermercati tra i banchi c’è il settore “veg”, anche nel pronto e in monodose, segno di consumi veloci. Cous cous di sole verdure, hamburger di seitan, nuggets di soia. Nel reparto latticini: latte di ogni tipo (riso, mandorle, soia) e yogurt e creme. Oltre, naturalmente, al “biologico”, l’abc della filosofia alimentare in questione.
E c’è anche chi chiede i panini vegetariani da Mc donald, come la scrittrice di libri sul mangiar bene e sul cibo vegetariano che ha lanciato una petizione sul sito Charge.com in cui ha chiesto di aggiungere il menù vegetariano a quelli già presenti nei propri ristoranti. In poco tempo è riuscita a raccogliere 90mila firme. Hanno appoggiato la richiesta celebrities come Pamela Anderson, Alicia Silverstone ed Elle DeGeneres. Tra i concorrenti della catene, del resto, Burger King già offre un hamburger vegetariano. Anche Subway dà la possibilità di diversi panini senza carne. Lo stesso McDonald in india ha aperto in India ristoranti interamente vegetariani per venire incontro alle necessità alimentari delle confessioni religiose locali. A dire la verità McDonald’s nel 2.000 aveva lanciato un panino vegetariano che però si era rivelato un fallimento. Ma in quindici anni le cose sono molto cambiate..
E quali sono i numeri di Napoli rispetto alla linea Veg del Paese? Le statistiche parlano di numeri in piena linea con la tendenza nazionale, anzi leggermente qualcosa in più. Otto napoletani su cento sono vegetariani o vegani.

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Ristorante “Un sorriso integrale”

Due sono i ristoranti classici Veg a Napoli: “Semi di Sole” (Via Martucci, 8 Napoli), qualcosa di più di un semplice ristorante, ma una associazione culturale macro-bio-vegetariana alla quale dalle 13 alle 15, però, è possibile accedere alla speciale mensa in cui vengono serviti piatti vegetariani e macrobiotici e “Un sorriso integrale” (Vico S. Pietro a Majella, 6) locale che opera nel settore da quasi 20 anni e che da sempre incentiva il bioregionalismo.

Rama Beach,marina di Varcaturo

Rama Beach,marina di Varcaturo

Ma molti di più sono quelli che hanno nel menù anche piatti vegetariani e vegani, come il Biotic (via Michelangelo Schipa 40) o L’alchimista (Via San Giorgio Vecchio 67, San Giorgio a Cremano), giusto per fare un paio di esempi. Due sono poi i ristoranti Veg a Caserta : “Terra” (Vicolo Francesco Della Ratta) e “Roma beach Cafè “ (Via Marina di Varcaturo 8 a Castel Volturno). Poi ancora ci sono l’”Hot & Ice” (via Roma, 8 a Pompei) e Mondo Bio (Via degli Aranci, 108/110 a Sorrento)
Un menù classico? Ne abbiamo preso uno tipo del ristorante nei pressi di piazza Bellini (dove c’è anche enoteca, ovviamente tutti vini basati sul concetto di biodinamismo, poi vendita di prodotti ed una libreria) che nel lunch break è prevista una pasta con cipolle e olive nere e una verdura in tempura e tofu in crosta di patate, con seitan a profusione.

 

 

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