Roberto Maligni
e l’undicesimo comandamento

di Eduardo Palumbo

Caduta l’antica pregiudiziale della questione morale dei comunisti e dei post comunisti (“La questione morale esiste da tempo – diceva Enrico Berlinguer – essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico “) sotto i colpi degli scandali del Mose, di Mafia Capitale, delle cooperative sociali, di Peinati e del vecchio compagno G, ora non resta che abbattere una volta per tutte l’ipocrisia dei predicatori rossi, i moralisti miliardari, i sacerdoti dell’etere pronti a scagliarsi contro tutti e contro tutti, quelli col cuore a sinistra ed il portafogli a destra.

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Benigni e Berlinguer

 Il Pinocchio numero uno è Roberto Benigni, a conti fatti Roberto Maligni, l’uomo che sotto Natale, si è messo a predicare dal pulpito più alto, quello della televisione. “Il tema doveva essere la Bibbia, invece mi tocca parlare di Rebibbia”, l’uomo che dopo averci spiegato la Costituzione, la Divina Commedia e quanto fa schifo Berlusconi, ora si è dedicato ai dieci Comandamenti.

L’uomo delle coscienze, quello che sul palco ha sdraiato per terra Raffaella Carrà perché voleva vedere la “chitarrina”, toccato le palle a Pippo Baudo, preso in braccio Enrico Berlinguer, che alla notte degli Oscar saltò in piedi sulla poltrona per salutare Sophia Loren, lo showman scatenato ed indiavolato  una volta tanto nelle sue prediche milionarie (quattro milioni di euro per due apparizioni televisive e qualche apparizione gridano allo scandalo) potrebbe una volta tanto confessarsi lui e chiedere il “perdono”, invece della solita, consumata catechizzazione al popolo italiano. Spogliarsi del perbenismo ipocrita e raccontare davvero come stanno le cose.  Roberto Benigni presenta il suo spettacolo I Dieci Comandamenti

Quante volte Roberto Maligni ha pontificato contro gli evasori fiscali (a cominciare da Berlusconi,  “Ora ha un nuovo reato. E’ quello per un palco abusivo, gli mancava. Ora veramente manca solo che i giudici lo accusino di furto di bestiame e di traffico d’organi. Poi veramente li ha tutti. “ o “Dante ha avuto un processo ed è stato in esilio 20 anni, Berlusconi 200 processi e 20 anni Presidente del Consiglio” ) coloro che non hanno pagato le tasse sino all’ultimo euro, quante volte ha sputato veleno sui condoni dei governi Berlusconi, quei condoni tombali che mettevano una pietra sopra su malefatte ed imbrogli, chi ha avuto avuto e chi ha dato ha dato, scurdàmmoce ‘o ppassato,..?

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Così come non ci ha mai raccontato perché nel suo film “La vita è bella” fece liberare Auschwitz da un carrarmato statunitense, terra che gli ha dato l’Oscar, quando invece era sovietico, mai ci ha spiegato perché quei condoni brutti e schifosi lui li ha utilizzati, altro se li ha utilizzati, tanto che nel 2002 con la società Melampo cinematografica srl (società di produzione di film con la moglie Nicoletta Braschi) per chiudere possibili contenziosi su anni passati versò più di 315 mila euro e così anche l’anno successivo versando altri 155.780 euro. In tutto il comico, regista e attore toscano ha versato 471.284 euro per la chiusura delle pendenze. Alla faccia degli evasori fiscali, dei condoni immorali. E dell’undicesimo comandamento: predicare bene e razzolare male.

justa

 

 

 

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Un pensiero su “Roberto Maligni
e l’undicesimo comandamento

  1. gerardo mazziotti

    il 15 e il 16 dicembre scorsi ha è tornato a fare capolino in prima serata su RAI1 Roberto Benigni con il suo show sui 10 Comandamenti. Uno vaniloquio sulle notissime vicissitudini del popolo ebraico, perseguitato dai faraoni egizi, e sulla decisione del Padreterno di rivolgersi a Mosè per dettare al popolo eletto “ i dieci comandamenti”. Un vaniloquio con le immancabili malignità che da vent’anni riserva all’odiato Berlusconi. E non è vero che ha avuto oltre 9 milioni di telespettatori secondo i TG della RAI e oltre 10milioni secondo il comico. I dati Auditel dicono che lunedì sera i telespettatori sono stati 7.812.000, scesi dopo un’ora di noia, a 2.823.000 e che martedì sera sono stati 8.400.000, scesi dopo un’ora di noia, a 3.050.000. E’ vero invece che la RAI ha dato al comico toscano ( con il cuore a sinistra e il portafogli a destra ) qualcosa come 4 milioni di euro per le due serate e un altro spettacolo sulla Divina Commedia. Una somma che solo nel caso di due settennati riesce a incassare il nostro presidente della Repubblica. Ma è lontanissimo dall’incassarla il presidente USA nemmeno dopo due mandati. Sarebbe bastato mandare in onda la esilarante lettura dei comandamenti fatta da Massimo Troisi nella trasmissione “ Non stop “, il varietà televisivo del 197, conservato nell’archivio della RAI, per offrire ai telespettatori uno spettacolo molto divertente. E senza spendere un solo euro. Talchè sorge legittima la domanda : è giusto pagare il canone RAI ?

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