Grazie Camorra

di Eduardo Palumbo

Grazie, camorra. Chi l’avrebbe mai detto, che un giorno, saremmo  arrivati a ringraziare la malavita organizzata, i clan che governano e sorvegliano il territorio, metro dopo metro, quartiere dopo quartiere, casa dopo casa?

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Chi l’avrebbe mai detto che questo esercito fuorilegge è diventata la grande muraglia contro il pericolo del terrorismo mussulmano così come è trapelato dai servizi segreti e da esperti dell’antiterrorismo. La tesi è di un alogica stringente, del resto. Nell’ipotetica mappa del rischio il sud è paradossalmente meno esposto: dove c’è qualcuno che sorveglia o addirittura gestisce il territorio, come camorra mafia, le infiltrazioni sono molto più difficili, a meno di alleanze per ora escluse se non impossibili. Insomma in territori “militarmente” o quasi presidiati è difficile poter pensare di organizzare azioni di guerra, di vedere commando in azione. Troppo rischio. E’ come stare fra due fuochi: la polizia e la malavita organizzata. Con la non trascurabile differenza che quest’ultima è molto più efficiente ed organizzata.

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La mappa dei clan a Napoli (lettera 43)

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Prendi Napoli, la città è controllata in modo capillare, minuzioso, piazza per piazza, vicolo per vicolo. Impossibile muovere uno spillo, figuriamoci   organizzare una azione terroristica, far entrare armi, predisporre sedi logistiche per la fuga. Vige una ferrea ed accurata spartizione del territorio. Secondo il rapporto della Dia “Napoli incrinata da fenomeni di scissione interna, originati dall’indebolimento di storiche figure apicali, non più in grado di svolgere una funzione aggregante, è suddivisa in più clan”.

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Nelle zone di Forcella, Duchesca, Maddalena, Mercato e Case Nuove si registra, tramite la famiglia Caldarelli, la presenza del clan Mazzarella, storico antagonista del gruppo Contini. La posizione del gruppo camorristico Mazzarella sembra essersi rafforzata dopo il ridimensionamento del clan Sarno, originario di Ponticelli. Nelle aree di Forcella e dei Tribunali gli equilibri preesistenti sono stati compromessi dal pentimento dei boss del clan Giuliano. Comunque alleati dei Giugliano, che sono in contrapposizione ai Mazzarella, sarebbero   le famiglie Stolder, Ferraiuolo, Brunetti e Rinaldi. Quest’ultima, famiglia di San Giovanni a Teduccio, si espande verso Forcella e la zona delle cosiddette Case Nuove anche con l’appoggio dei Contini.

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Nel quartiere di Poggioreale, intanto, si sente la fibrillazione che attraversa i quartieri orientali confinanti come Ponticelli, Barra, San Giovanni a Teduccio. Il clan Cuccaro sta esercitando da quell’area una sensibile spinta espansionistica verso la provincia, insieme al gruppo De Micco, espansione alla quale si oppone un nuovo gruppo camorristico, composto da affiliati al clan Sarno ed esponenti del gruppo Casella. Alla Sanità, invece, l’indebolimento del clan Misso ha generato contrapposizione tra un gruppo criminale che fa riferimento alla famiglia Lo Russo ed un sodalizio che fa capo a due pregiudicati ex affiliati dei Misso. Il neo sodalizio costituito, SavareseSequino, si sarebbe avvicinato al gruppo legato ai Giuliano a Forcella, con l’intento di “cementare”, come afferma la Dia, un’alleanza contro i rispettivi antagonisti, i Lo Russo e i Mazzarella. Nello stesso quartiere emergerebbe poi l’aspirazione di alcuni membri del gruppo TolomelliVastarella, legato ai Licciardi di Secondigliano ed antagonista dei Misso, a riappropriarsi di una parte del rione, cercando funzionali appoggi da parte anche di elementi del clan Contini. Al Pallonetto, infine, le attività illecite sono gestite dalla famiglia Elia, collegata ai Misso, mentre a Posillipo si registrano diverse attività di riciclaggio poste in essere sia dalle famiglie di Secondigliano, ovvero dal clan Licciardi tramite il gruppo Piccirillo, sia dai Mazzarella. Altro che striscia di Gaza.

 

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