Una pizza quattro sciocchezze

di Giovanni Pasàn

Il silenzio è d’oro, dice un vecchio proverbio. Le silence est d’or  è un anche un film di Renè Clair. Insomma meglio, a volte, stare zitti. Soprattutto dopo un lungo periodo di “meditazione” e quando è un bel po’ che si mantiene un profilo basso.

 

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Stiamo parlando di Alfonso Pecoraro Scanio già presidente della federazione dei verdi, ministro delle politiche Agricole nel governo Amato e ministro dell’Ambiente nel governo Prodi, ora docente alla Bicocca ed a Tor Vergara. Anche perché Pecoraro Scanio, ebbe il pregio, di rompere fra i primi il muro del silenzio sulla omosessualità, facendo coming out con una intervista a Panorama.

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Pecoraro Scanio, la pizza e l’Unesco

Insomma l’ex ex ministro è tornato in campo e che ti fa? Scrive una bella letterina pubblica all’amministratore della Mc Donald’s perché il suo gruppo in in questi giorni “offende la pizza e il made in Italy” in televisione.  E che avrà mai combinato questa multinazionale a stelle e strisce che tra l’altra ha sganciato insieme alla Coca Cola un bel po’ di dollari per Expo? Lo spot tirato in ballo, vede una famigliola tipica italiana che si reca in pizzeria. Niente di che, tutto normale direte voi..

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Lo spot “blasfemo”

 

Ed invece, no: pensate che cosa si sono inventati questi blasfemi di americani, il bambino (che comunque tutto sembra tranne che uno scugnizzo mediterraneo)  invece di ordinare una Margherita, mangiarsela puntando il classico indice contro la guancia, per affermare quanto è bella, buona e saporita, osa chiedere un Happy meal panino del menù della Mc Donald’s. Tuoni e fulmini, ma siamo pazzi?  La pizzeria si trasforma in un ambiente allegro, luminoso e colorato… voilà: Pubblicità insomma, come quello che ti offriva due fustini al posto di uno e la casalinga che si ribellava con tutte le forze come se le stessero scippando la borsetta con la pensione o quell’altro che beveva il suo amaro per rilassarsi col tavolino al centro di un ingorgo stradale degno dell’esodo di Ferragosto. Normale amministrazione, si direbbe. Ed invece no. L’ex ex ministro Pecoraro Scanio non ci sta e non ci sta di brutto. E scrive all’amministratore delegato del gruppo Mc Donald’s.

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“Da alcuni giorni imperversa sulle Tv italiane uno spot del Suo gruppo che per pubblicizzare la Sua catena propone una pizzeria triste e grigia in bianco e nero, in cui un bambino – di fronte ai genitori e a un cameriere – rifiuta la proposta di una pizza, preferendo un’offerta di un menù della McDonald’s: immediatamente, allora, l’ambiente si trasforma e si apre uno scenario allegro, luminoso e colorato. Questa pubblicità comparativa, che mira a svalutare la pietanza più nota e amata del Made in Italy, sta giustamente provocando una crescente indignazione, perché – senza entrare nel merito delle tante critiche che i fast food raccolgono tra gli esperti di nutrizione – appare davvero increscioso che la McDonald’s abbia iniziato questa campagna denigratoria proprio all’indomani della vittoriosa mobilitazione di oltre 300 mila persone, che attraverso una petizione su Change.org e sul territorio hanno portato alla candidatura Ufficiale da parte dell’Italia dell’arte dei Pizzaiuoli napoletani nella lista del patrimonio immateriale dell’umanità tutelato dall’Unesco.”

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Luigi Di Maio e Valerio Ciarambino

Il bello, poveri noi, che poi c’è anche qualcun altro che ha preso sul serio la vicenda della crociata-pizza. “Chiediamo all’Expo di ritirare McDonald’s come sponsor. Allo stesso tempo faremo un esposto all’Agcom insieme al presidente della commissione di vigilanza Rai, Roberto Fico, e al candidato presidente alla Regione Campania, Valeria Ciarambino, per chiedere di oscurare lo spot McDonald’s. Renzi non sta difendendo l’Italia e le sue tradizioni”, ha detto il vice presidente della Camera, Luigi Di Maio, in occasione della presentazione del progetto del Movimento 5 Stelle per la Campania in vista delle prossime regionali. Insomma siamo alla crociata della pizza santa. Je suis pizza. Ma per mangiarla…

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